Vigilanza, il Pdl fa eleggere Villari: si dimetterà Di Pietro e Veltroni accusano: atto di regime

Strappo della maggioranza che, dopo oltre cinque mesi di stallo, decide di eleggere un uomo del Pd (<strong><a href="/a.pic1?ID=305851">leggi la scheda</a></strong>). Scontro in Parlamento tra maggioranza e opposizione. Il segretario del Pd: &quot;Villari vada a dimettersi&quot;. Il premier: &quot;Scelta dei gruppi. Io estraneo&quot;

Roma - Strappo sulla Vigilanza Rai. La maggioranza segue le indicazioni anticipate e fa convergere i suoi consensi sul senatore del Pd Riccardo Villari. Ma non è stato solo il Pdl a votare l'esponente del Pd, anche due membri di minoranza della commissione hanno fatto confluire i loro voti su Villari. Su 37 deputati e senatori presenti, e 37 votanti, 21 erano esponenti della maggioranza (assente Casoli del Pdl) e 16 quelli dell’opposizione. Leoluca Orlando ha ottenuto 13 voti e c’è stata una sola scheda bianca. Quindi 2 voti per Villari sono arrivati dal suo schieramento politico.

Villari a disposizione "Non assumerò decisioni in contrasto con quello che deciderà il mio partito". Lo dice il nuovo presidente della commissione di Vigilanza Rai, chiudendo la seduta che lo ha visto eletto. "Il mio percorso istituzionale partirà da un incontro con il presidente della Repubblica e poi con i presidenti di Camera e Senato, per poi passare a un confronto con il mio gruppo parlamentare" spiega Villari lasciando la seduta della commissione e dicendo l’incontro può avvenire "anche oggi". Villari aggiunge di non sentirsi "ancora presidente", ma anche di essere consapevole "del passaggio delicato che sta vivendo la commissione bicamerale con uno stallo che dura da mesi". Non dà Villari "un grande significato" ai due voti ottenuti anche nelle file dell’opposizione e spiega di "aver sentito circolare solo ieri sera" il suo nome e di "non aver fatto nessuna trattativa, né averlo chiesto". Ha spiegato però che lo scenario a cui da adesso in poi andrà incontro è "un percorso che è stato disegnato stamattina nell’incontro del Pd con Veltroni".

Veltroni: "Ora si dimette" "Villari dovrebbe dimettersi oggi stesso dalla carica di presidente della Commissione di Vigilanza sulla Rai a cui è stato eletto con i voti della maggioranza, salvo sorprese". Secondo quanto si apprende la presidente dei senatori del Pd, Anna Finocchiaro, avrebbe già contattato telefonicamente Villari, ribadendo la decisione assunta già questa mattina dal vertice del partito. "Mi ha telefonato ora il senatore Villari, per comunicarmi che andrà dal presidente della Camera e dal presidente del Senato a rassegnare le sue dimissioni" conferma Veltroni. Che giudica così la mossa del Pdl: "Si tratta di una cosa inimmaginabile e mai vista prima nella storia delle istituzioni parlamentari. È una cosa avviene nei regimi e non nelle democrazie".

Il no di Di Pietro Alla fine è Di Pietro che resta con il cerino in mano. Nel muro contro muro tra maggioranza e opposizioni sull'elezione del presidente della commissione di Vigilanza Rai all'ultimatum del Pdl replicano immediatamente Veltroni e Casini, di concerto. Con i margini di trattativa ridotti ai minimi termini (oggi pomeriggio la maggioranza avrebbe già i voti disponibili per eleggere un presidente senza consultare nessuno) Pd e Udc rompono gli indugi chiudendo nell'angolo l'Idv. In sostanza nessuno tiene più di tanto a sostenere strenuamente la candidatura Orlando e si invita Di Pietro a scegliere un'alternariva. L'Italia dei Valori fa sapere, però, a stretto giro che "l'unico candidato è Orlando".

Attacco in aula a Berlusconi "Caro presidente del consiglio Videla". Si apre così l’intervento del leader dell’Idv Antonio Di Pietro in aula alla Camera sulla Finanziaria nel quale l’ex pm parla per l’elezione di Villari a presidente della Vigilanza di "atteggiamento tipico di una dittatura argentina" e "dell’ultimo atto di una deriva antidemocratica". "Signor presidente del Consiglio, anzi signor Videla - ha detto Di Pietro - lei umilia ogni giorno il parlamento con colpi di mano che violano ogni regola della democrazia". L’ex pm ha parlato dell’elezione di un rappresentate "scelto" dal centrodestra alla presidenza della Vigilanza Rai è "l’ultimo atto di una deriva anti-democratica", per cui "questa maggioranza parlamentare ha avuto l’arroganza di scegliere" chi doveva guidare una commissione di controllo. Si tratta, ha concluso di "un comportamento tipico di una dittatura argentina".

Ultimatum di Butti Dopo l'ultima fumata nera del mattino la maggioranza decide di andare alle 14,30 a votare il nuovo presidente della Vigilanza perché "l’Italia ha ben altre emergenze e adesso ci siamo veramente scocciati". L’indicazione viene dal capogruppo Pdl in commissione, Alessio Butti: "Io non amo gli ultimatum ma o ci danno un segnale diverso veramente giustificato oppure oggi votiamo un altro esponente dell’opposizione. Quindi vediamo quale sarà l’esito della riunione del Pd e siamo disposti ad aspettare solo se ci dicono che hanno messo da parte Orlando ma devono riflettere bene su una candidatura alternativa. Se ci danno un segnale aspetteremo altrimenti alle 14,30 ci saremo tutti e 22". Quanto al candidato di sempre Leoluca Orlando "è evidente - sottolinea Butti - che perde colpi a ogni votazione". E durante l'ultimo vertice a pranzo la scelta di Pdl e Lega cade su Villari.

Veltroni-Casini Walter Veltroni e Pier Ferdinando Casini chiedono all’Idv di sbloccare l’impasse in commissione Vigilanza Rai proponendo una rosa di nomi per la presidenza. In una dichiarazione congiunta, il leader del Pd e quello dell’Udc dicono no alla discriminazione dell’Idv e invitano il Pdl a non compiere "gesti provocatori" eleggendo un "presidente di comodo". "Come ha autorevolmente sostenuto il presidente della Camera Fini nel corso della conferenza congiunta dei capigruppo di Camera e Senato - si legge nella nota congiunta - nessuna discriminazione è possibile verso uno dei cinque gruppi parlamentari presenti in Parlamento. Sarebbe davvero paradossale una riedizione dell’arco costituzionale che escludesse l’Italia dei Valori, partito da cui pure molti di noi, sono legittimamente assai distanti. In questo spirito - proseguono Veltroni e Casini - chiediamo al Pdl di astenersi da gesti provocatori e inutili come quelli di scegliere un presidente di comodo nell’ambito della commissione di Vigilanza Rai e di rispettare le indicazioni delle opposizioni, come da prassi parlamentare. All’Italia dei Valori, alla quale confermiamo il nostro impegno per il sostegno al loro candidato, chiediamo di favorire una soluzione attraverso una rosa di suoi candidati per la presidenza".

L'estraneità del premier L’elezione di Riccardo Villari alla presidenza della commissione di Vigilanza sulla Rai è stata una "scelta autonoma dei gruppi parlamentari" a cui sono "estraneo". Lo ha detto il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, durante una conferenza stampa a Napoli. "Dopo tre mesi in cui si è cercato di trovare un accordo con l’opposizione, avendo noi accettato anche di cambiare il nostro candidato alla Consulta, pensavamo - ha sottolineato il Premier - che l’opposizione dopo il nostro gesto facesse altrettanto. La scelta fatta oggi è stata assolutamente autonoma da parte dei gruppi parlamentari e si è arrivati a una elezione rispetto alla quale io sono assolutamente estraneo. Questo risponde a tutti commenti", compresi quelli arrivati da Veltroni e Di Pietro. 

Lupi: la vera dittatura è quella di Veltroni e Di Pietro "All’onorevole Veltroni e all’onorevole Di Pietro, che in queste ore urlano allo scandalo per ciò che è avvenuto in Vigilanza Rai , evocando addirittura i fantasmi di una dittatura, rispondiamo chiaramente che l’unica dittatura presente in questo Paese è quella dell’opposizione che prima ha bloccato per cinque mesi la commissione ed oggi è incapace di rispettare anche le più elementari regole della democrazia. Solo nelle peggiori dittature comuniste si decideva a priori come dovessero andare le libere elezioni". Lo dice Maurizio Lupi, del Pdl, vicepresidente della Camera e componente della commissione di Vigilanza Rai. "Il senatore Villari - prosegue l’esponente del centrodestra - è stato eletto con i voti della maggioranza ma anche con quelli di una parte della minoranza. È un esponente del Pd e quindi viene rispettata la consuetudine secondo cui la presidenza della Vigilanza viene affidata all’opposizione. Questi sono i fatti: tutto il resto sono chiacchiere di chi, con un atteggiamento irresponsabile, insiste da mesi sul nome di Leoluca Orlando. Eppure il Pdl, quando sono state avanzate delle obiezioni alla candidatura di Gaetano Pecorella, ha optato per un’altra personalità. Purtroppo - conclude Lupi - ci sembra che Villari, pressato dal suo stesso schieramento, sia intenzionato a dimettersi. Ci auguriamo che questo non accada altrimenti si creerebbe non solo un pericoloso precedente ma si offenderebbe l’intero Paese che già ha un giudizio fin troppo negativo del mondo della politica".