Vigilanza Rai, l'Idv sale sull'Aventino Intesa su Zavoli, ma Villari non molla

Continua la <em>soap</em> a Palazzo San Macuto. Arrivano le dimissioni di Orlando e Pardi che accusano: &quot;La vera vigilanza è ad
Arcore&quot;. Di Pietro: &quot;Berlusconi corruttore, Villari come Giuda, venduto per 30 denari&quot;. Quindi l'intesa tra maggioranza e opposizione sull'ex presidente della Rai: si attendono le dimissioni di Villari. Che però resiste e non lascia la poltrona

Roma - La soap di Palazzo San Macuto continua. Leoluca Orlando si dimette dala Commissione Vigilanza Rai "quale contributo all’accertamento della verità", con lui anche l'altro componente Idv della commissione, Pancho Pardi. E Di Pietro rilancia: "Ora Veltroni indichi un nome". Non solo. Il senatore del Pd, neo eletto alla presidenza dell'organo, Riccardo Villari, volta le spalle al leader Pd, Walter Veltroni, e non molla la "poltrona": "Svolgerò con dignità e umiltà il compito che mi è stato affidato". Nemmeno un'ulteriore "lavata di capo" dei vertici democratici ha smosso dallo scranno conquistato con i vosti della maggioranza il senatore ex Dc. Che, a fine giornata, convoca la commissione di Vigilanza per giovedì alle 14,15. All'ordine del giorno l'elezione dell'ufficio di presidenza: con i segretari e i suoi vice.

Accordo Pd-Pdl È stata raggiunta, a quanto si apprende da fonti del Pd, un’intesa tra Pd e Pdl su un nuovo nome per la presidenza della commissione di Vigilanza Rai. Si punterebbe sul senatore del Pd Sergio Zavoli (85 anni, presidente della tv di Stato dal '80 al '86). Prima di sottoporre il nome dell’opposizione fonti riferiscono che Walter Veltroni ha concordato la candidatura con Casini e poi ha sentito anche l’Idv per informare della decisione presa. In seguito, il nome sarebbe stato comunicato al sottosegretario Gianni Letta che, sempre a quanto si apprende, avrebbe espresso il "gradimento" della maggioranza. A questo punto, rilevano fonti Pd, le condizioni richieste da Villari per dimettersi sarebbero state raggiunte e, quindi, si attendono quanto prima le dimissioni.

Zavoli frena, Villari resiste "Non so niente di ufficiale o di preciso - dice Zavoli -. Non so come si sia sviluppata questa cosa, non lo so in termini precisi, nei dettagli. La prudenza esige di stare calmi in queste circostanze perché si rischiano delle figuracce". Poi, dicendo di voler prima "capire come si è arrivati a questa decisione sempre che ci sia stata" Zavoli aggiunge di "non aver alcuna idea che ci sia stato qualcosa di conclusivo". Poi aggiunge: "La questione legata alle dimissioni di Villari per me è prioritaria perché il quadro di chiarezza non deve valere solo per me ma per tutti. Anche per lo stesso Villari. Solo dopo scioglierò la mia riserva". Dall'altra parte Villari non molla: "Sono sottoposto a pressioni di inaudita violenza. L’elezione a presidente della commissione di Vigilanza non deve comportare una tale condizione. Nella mia qualità di parlamentare della Repubblica ho l’obbligo e il dovere di contribuire a garantire il funzionamento delle istituzioni. A questo intendo attenermi nel pieno rispetto di quanto previsto dalla nostra Costituzione respingendo qualsiasi forma di pressione e di intimidazione".

L'Idv lascia la Vigilanza Il portavoce nazionale dell’Italia dei Valori, Leoluca Orlando ha detto oggi di avere deciso di dimettersi dalla commissione di Vigilanza della Rai, facendo così cadere la sua candidatura a presidente della commissione, su cui c’è stata un’impassa tra maggioranza e opposizione per mesi. "Ho deciso di rassegnare le dimissioni dalla commissione di Vigilanza della Rai, c’è stata un’inaccettabile mortificazione del parlamento e della commissione di Vigilanza e sono stati negati i principi di libertà e pluralismo" ha detto Orlando. Sulla stessa linea anche Pancho Pardi, parlamentare Idv: "Anche io ho deciso di rassegnare le mie dimissioni dalla commissione perché la vera vigilanza è ad Arcore".

Di Pietro all'attacco L’Italia dei Valori abbandona la commissione di Vigilanza Rai e affida a Walter Veltroni "il compito di individuare con tutte le altre forze di opposizione una soluzione condivisa, se mai Villari dovesse dimettersi". A confermare le dimissioni dei "propri" uomini e ad alzare la posta in gioco ci pensa il leader dell’Idv, Antonio Di Pietro, dopo che i due componenti Idv della Vigilanza avevano annunciato le dimissioni dall’incarico. L'ex pm ha, infatti, sottolineato che i due membri di Idv non saranno sostituiti e che "Idv andrà in giro per l’Italia per denunciare la pericolosa deriva antidemocratica che si sta realizzando nel nostro Paese. Denuncio sin da ora la presenza di un corruttore politico, il suo nome è Silvio Berlusconi - attacca il leader Idv - lui è un corruttore, ci ha provato con me quando mi offrì un posto da ministro, lo ha fatto con Orlando e non ci è riuscito, mentre evidentemente ci è riuscito con Villari perché se lo hanno votato è perché prima c’è stato un accordo". Secondo l'ex pm, invece, Riccardo Villari "è come Giuda, si è venduto
per 30 denari". Di Pietro ha, poi, voluto chiarire che "con il Pd non ci sarà nessuna resa dei conti". Quindi, ha ringraziato Veltroni così come l’Udc perché, "in questi mesi, hanno cercato coerentemente di mantenere in vita un principio democratico". "Nei loro confronti non abbiamo nulla da recriminare", ha concluso l'ex pm ritenendo che "Veltroni sia stato una vittima come l’Italia dei Valori, anzi lui è stato offeso due volte, dall’esterno e all’interno del partito".

Ghedini: "Berlusconi diffamato" "Le affermazioni di Di Pietro nei confronti del presidente del Consiglio sono gravissime. Esulano da ogni critica politica, sono palesemente diffamatorie e ne dovrà rispondere nelle sedi giudiziarie competenti". Lo annuncia Niccolò Ghedini (Pdl), l'avvocato del presidente del Consiglio. "È auspicabile che finalmente tutto il centrosinistra si voglia dissociare da tali dichiarazioni e voglia rifiutare tale indegno modo di aggredire il premier".

Villari non si ritira Un po' di tempo per riflettere. Riccardo Villari, neo eletto presidente della Vigilanza Rai,chiede al Pd una pausa di riflessione, dopo che oggi il partito, per bocca di Dario Franceschini, dei due capigruppo e di tutti i membri del Pd in commissione di Vigilanza Rai, gli ha ribadito la necessità di presentare le sue dimissioni. Passata l'ora Villari non cede di un centimetro. Il senatore conferma che si dimetterà solo se ci sarà un altro nome condiviso. "Dall’inizio di questa vicenda - afferma in una nota - ho inteso far prevalere il rispetto dell’istituzione e garantirne la continuità di funzionamento. Nel riconfermare la mia disponibilità ad un passo indietro solo quando ci sarà un nome condiviso, è mia ferma intenzione - conclude - porre al primo posto la priorità di ogni parlamentare, che è quella di rispettare e garantire le istituzioni repubblicane".

Berlusconi: "Cambino cavallo" "Non siamo noi che dobbiamo cambiare cavallo, ma i signori dell’altra parte". Silvio Berlusconi risponde così ai giornalisti che, a margine dell’incontro con la cancelliera tedesca Angela Merkel, gli chiedono se il Pdl pensi di "cambiare cavallo" per la presidenza della commissione di Vigilanza sulla Rai. E poi, dopo la scelta di Zavoli, il premier commenta: ""E' una persona assolutamente idonea a presiedere la commissione di Vigilanza Rai. E' una persona che non si può discutere dal punto di vista professionale. Il suo nome è assolutamente idoneo" a guidare l’organismo bicamerale di palazzo san Macuto.

Il Pdl: "Opposizione non scarichi sulle istituzioni" "Le parole offensive dell’onorevole Di Pietro dimostrano una volta di più la lungimiranza di chi non ha ritenuto accettabile la soluzione che lui, con prepotenza, avrebbe voluto imporre per la presidenza della commissione Vigilanza Rai". Lo dichiarano in una nota congiunta Fabrizio Cicchitto, Maurizio Gasparri, Italo Bocchino e Gaetano Quagliariello. I capigruppo ed i rispettivi vicecapigruppo vicari del Pdl nei due rami del parlamento proseguono dicendo che "l’accanimento del dibattito politico sulla Vigilanza non ci appassiona. L’Italia ha problemi più seri: dalla crisi economica alla sicurezza. Rileviamo, peraltro, che la commissione ha già un presidente dell’opposizione eletto da una maggioranza trasversale".

Il Pd a Napolitano: "Siamo preoccupati" Preoccupazione per lo stato dei rapporti tra che si è venuto a creare tra maggioranza e opposizione. Anche perché, pure senza riferimenti specifici al caso Vigilanza Rai, gli "spunti" offerti dall’atteggiamento assunto della maggioranza non mancano, dalla Finanziaria alla scuola. Il leader del Pd Veltroni si è fermato al Colle per circa un’ora, accompagnato dal vice segretario Dario Franceschini e dai presidenti dei gruppi parlamentari Annna Finocchiaro e Antonello Soro. "Particolare gravità ha assunto il comportamento tenuto da governo e maggioranza nei confronti dell’opposizione, e in particolare del Partito Democratico, con attacchi insultanti ed offensivi, di cui non si ricordano precedenti, tesi evidentemente a delegittimare il ruolo che in un sistema democratico spetta all’opposizione", ha spiegato l'ex sindaco di Roma che auspica "un clima di maggior rispetto e confronto istituzionale". "Ho espresso anche - ha proseguito il leader del Pd - una forte preoccupazione circa la linea di scontro e divisione sociale che ha guidato atti e provvedimenti di Governo e maggioranza che hanno provocato, per esempio, gravi tensioni e un clima di scontro e lacerazione con il mondo della scuola e con il mondo del lavoro".