Vigilanza Rai, oggi Villari si dimette. O forse no

Il presidente eletto alla commissione di Vigilanza Rai tenta di restare al suo posto. Incontra Fini e dice: "Non è la sede per le dimissioni". Zavoli sta per pedere le speranze: "Quello da lì non si muove". Oggi alle 14,15 la convocazione della commissione

Roma - Si gira si volta, ma resta sempre lì. Ha staccato il cellulare, quando vede una telecamera tenta la fuga. Riccardo Villari, presidente della commissione di Vigilanza della Rai, prima eletto con i voti del centrodestra e poi "dimissionato" dal centrosinistra, non molla la poltrona. E al tam tam di dichiarzioni e smentite, risponde con una nota, ribadendo che "nel rispetto istituzionale dell’incarico che ricopre e del ruolo di garanzia della Commissione, la sede propria per qualsiasi comunicazione e/o determinazione è quella istituzionale, quindi la commissione stessa" e di "non aver mai anticipato ad alcuno le proprie determinazioni".

A colloquio con Fini Villari ha incontrato il presidente della Camera Gianfranco Fini. I cronisti, prima che Villari entrasse nello studio di Fini, hanno fatto notare che maggioranza e opposizione hanno trovato un’intesa sul nome di Zavoli: "Non turbiamo - ha risposto Villari - questo incontro istituzionale". Poi si è fermato 35 minuti a colloquio ed è uscito senza rilasciare dichiarazioni. Il presidente della Camera ha preso atto delle considerazioni e valutazioni del senatore del Pd, fa sapere in una nota.

Villari rimanda Villari resiste e rimanda, ricordando in una nota che "nel rispetto istituzionale dell’incarico che ricopre e del ruolo di garanzia della Commissione, la sede propria per qualsiasi comunicazione e o determinazione è quella istituzionale, quindi la Commissione stessa". "La convocazione - conclude la nota - è già fissata per oggi alle ore 14,15 nella sede parlamentare di Palazzo San Macuto".

Zavoli: "Questo non se ne va" "Questo Villari non se ne vuole andare" ha detto Sergio Zavoli. "Avrà le sue buone ragioni. Del resto, intendiamoci: lui ha avuto un’elezione regolare, ha avuto una maggioranza ed è il presidente della Vigilanza". Zavoli ha spiegato ancora: "Un po' per obblighi di discrezione e un po' anche per scaramanzia, io preferirei restarmene in silenzio, è un epilogo che non alimenta il discredito, che non permette un altro tiro al bersaglio contro il parlamento".

Ma la Finocchiaro assicura: "Si dimette" Si dimetterà. Lo ha assicurato Anna Finocchiaro, capogruppo del Pd al Senato, che al termine della riunione del direttivo del partito democratico a Palazzo Madama, ha affermato: "io e Villari non ci siamo sentiti. Ma c’è stata una comunicazione. Il percorso dovrebbe essere tale che domani (oggi ndr), dopo gli adempimenti di rito, Villari di dimetterà davanti alla commissione di vigilanza. Questo il percorso istituzionale che dovrebbe essere seguito". Sarà Nicola Latorre, vicecapogruppo del Pd al Senato, a lasciare la poltrona di commissario della Vigilanza a Sergio Zavoli, sul cui nome è stato raggiunto un accordo tra maggioranza e opposizione per la presidenza della bicamerale. Una scelta, quella di Latorre, annunciata oggi in un’intervista al "Mattino" e formalizzata in sede di direttivo del gruppo, come spiegato da Finocchiaro: "Il vicepresidente Latorre ha già spiegato che per lui è un onore lasciare il posto a Zavoli. Io ho comunicato la sua decisione e tutto il dirtettivo lo ha ringraziato"