Il vigile di Como: «Una fatalità»

Un’altra notte di angosciosa attesa per i familiari del giovane cingalese ferito alla testa da un colpo partito dalla pistola d’ordinanza di un vigile a Como al termine di un movimentato inseguimento. Al suo capezzale, dopo l’intervento chirurgico durato cinque ore, restano la mamma, la sorella, gli amici. Ma ore di angosciosa attesa anche per lo stesso «ghisa» trentanovenne che non riesce a darsi pace per l’accaduto. Già ieri attraverso l’avvocato Giuseppe Botta aveva ribadito la tragica fatalità. Stessa linea che adotterà ora il suo nuovo difensore Giuseppe Sassi.