Il vigile faceva sesso con l’amante sull’auto di servizio: rischia il posto

L’agente, sposato e con figli, è stato sorpreso da un gruppo di cacciatori. Si era "imboscato" sulle colline di San Colombano al Lambro, nel Milanese. Ora rischia di essere licenziato

Flavia Mazza

Pavia - Per esserci il vigile c’era, peccato fosse nel luogo e soprattutto nella situazione sbagliata: beccato in «camporella» con l'amante. In orario di lavoro, in divisa e su un’auto di servizio si era romanticamente imboscato tra le colline di San Colombano al Lambro (Milano), non troppo lontano dal paesino dove presta servizio.

La boccaccesca vicenda risale a qualche giorno fa ed è emersa per un caso sfortunato (per il vigile). A raccontare come mai il gaudente in divisa non si trovasse dove avrebbe dovuto è stato un gruppetto di cacciatori che all’imbrunire, con le doppiette in spalla, stupiti dal fatto di vedere tra la vegetazione un'auto della polizia locale parcheggiata, hanno pensato bene di avvicinarsi con prudenza. Una scena inequivocabile quella alla quale hanno assistito, tra gemiti e ribaltabili abbassati. Inevitabile che il racconto arrivasse ben presto al sindaco, avvisato da un esponente della minoranza in consiglio comunale. A questo punto, lui, l’amatore in servizio permanente, ha ammesso la «fuitina».

Il primo cittadino, con non poco imbarazzo, ora promette la linea dura: «È chiaro che prenderemo provvedimenti, tanto più che questo vigile nel tempo ne ha già combinate parecchie. Non è alla sua prima grave negligenza». Insomma, la pecora nera del Corpo, lascia intendere.

Poi, per il futuro, una precauzione. «Abbiamo deciso - aggiunge il sindaco - che d’ora innanzi i nostri vigili per usare la vettura di servizio dovranno firmare una carta e specificare esattamente dove sono diretti e i minuti richiesti per l'intervento. Quindi chiederò loro anche di relazionare quanto viene fatto nel corso della giornata».
È indignato e offeso il primo cittadino. E spiega che, tra l'altro, più volte è stato chiuso un occhio, anche se per fatti meno gravi, nei confronti dello stesso dipendente. «Pensare - aggiunge mesto - che questo signore tiene anche famiglia».

Ora il limite di «tolleranza» sembra superato irrimediabilmente. «Per la gente - osserva amaro il sindaco - l'agente di polizia locale dovrebbe essere la figura che rappresenta l'amministrazione comunale. Questo gli era stato detto diverse volte. Ma, probabilmente, non ci siamo spiegati bene. Ora agiremo diversamente».