Vigili aggrediti: è polemica sulla sicurezza

L’aggressione subita il giorno di Ognissanti da cinque vigili urbani in servizio antiabusivismo in via della Conciliazione, da parte di una trentina di commercianti extracomunitari, ha avuto come primo effetto quello di dar nuovo vigore alla polemica sulla sicurezza. Ecco che si torna a parlare di armamento inadeguato, dello scarso numero di agenti della municipale in strada, della riorganizzazione del Corpo. La solidarietà ai vigili presi a manganellate arriva da ogni parte, unanime la condanna, diverse le proposte per cercare di facilitare il compito di chi troppo spesso si trova ad esercitare vere e proprie funzioni di ordine pubblico. Il sindaco Walter Veltroni parla di «episodio grave, da condannare». «Roma - dice - non può tollerare comportamenti di questo genere». Anche la sua vice, Maria Pia Garavaglia, invoca fermezza.
I sindacati Cgl-Cisl-Uil parlano di una situazione di «allarme per la categoria» e chiedono di incontrare urgentemente il sindaco e il comandante generale del Corpo per analizzare la questione e ipotizzare soluzioni che garantiscano «quanto più possibile l’incolumità degli operatori». L’Ospol, invece, diffida tutti i consiglieri comunali per la mancata approvazione del regolamento sull’armamento della municipale e dà loro 20 giorni di tempo per deliberare in merito. L’Organizzazione sindacale delle polizie locali, inoltre, sarebbe in procinto di inviare alla Procura un dossier con tanto di denuncia contro il Consiglio comunale, ritenuto «responsabile della mancata predisposizione delle misure e dei mezzi di sicurezza per la salvaguardia dell’incolumità fisica degli appartenenti al Corpo». Il presidente del Consiglio comunale Mirko Coratti si dice pronto a dimostrare la solidarietà ai vigili aggrediti «con i fatti e con il massimo impegno affinché l’aula Giulio Cesare e gli altri organi consiliari competenti vengano messi in condizione di analizzare responsabilmente una soluzione oggettiva per l’adeguamento delle condizioni di sicurezza dei vigili». «I problemi della sicurezza a Roma non possono più essere rinviati ed è per questo che apriremo un tavolo di concertazione e studio in commissione», sostiene Mauro De Bosi, presidente della commissione Sicurezza del Comune e capogruppo in Consiglio comunale dell’Italia dei Valori.
Il capogruppo di An in Campidoglio Marco Marsilio e il consigliere Sergio Marchi chiedono che «venga applicato integralmente il regolamento del Corpo che prevede l’armamento del personale e che venga convocato immediatamente un consiglio straordinario sulla municipale». Anche Vincenzo Piso, vicepresidente del Consiglio comunale, mette in primo piano il problema della sicurezza dei vigili «troppo spesso mandati allo sbaraglio, senza i necessari strumenti». Antonio Mazzocchi, deputato romano di An, chiede di intervenire con forza «prima che si perda il controllo dell’ordine pubblico e che gli abusivi si organizzino in bande armate pronte a vere e proprie rappresaglie contro i nostri vigili». Il consigliere comunale di Forza Italia Marco Pomarici sollecita invece «la dotazione immediata di adeguato armamento». Dello stesso avviso il capogruppo Udc al Comune, Dino Gasperini: «Servono armamento e risorse». Non la pensa così Nando Simeone, vicepresidente del Consiglio provinciale: «L’armamento è una soluzione semplicistica, pensiamo piuttosto a formare il personale in modo ageguato e a fornire loro un rafforzamento delle unità disponibili». Anche l’assessore alla Sicurezza Jean Leonard Touadì è contrario all’armamento: «Servono più agenti e modelli operativi diversi, più concertati anche con altri corpi delle forze dell’ordine».
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