Vigili anti-writers aggrediti da 50 no global

Murales con la scritta "Fascisti assassini" vicino alla Statale. I vigili tentano di fermare i graffitari ma vengono circondati. De Corato: "Attenti a rinfocolare la violenza"

Accade martedì pomeriggio, intorno alle 18.30. I tre writer sono a volto coperto. Sanno che, in via Festa del Perdono, non mancano le telecamere. La scritta antifascista è un lavoro di pochi minuti. Ma sono sufficienti. Gli agenti della polizia locale sono sul posto, e cercano di fermarli. Ma in pochi istanti vengono circondati da una cinquantina di antagonisti. Urla e spintoni, e intanto i writer fuggono. Missione compiuta, e anche i no global si dileguano per le vie del centro.
«Le scritte antifasciste - commenta il vicesindaco e assessore alla Sicurezza Riccardo De Corato - sarebbero apparse sui muri di via Bergamini dopo i fatti di Verona», dove un ragazzo - Nicola Tommasoli - è rimasto ucciso dopo una violenta aggressione subita da un gruppo di cinque giovani ora in carcere. Il rischio, spiega il deputato del Pdl, è di tornare agli scontri tra gli opposti estremismi. Così, siamo di fronte a «un episodio che riporta al clima teso degli anni Settanta». Una premessa d’obbligo. «Quanto accaduto a Verona è estremamente grave e va condannato, senza se e senza ma». E però «nessuno deve strumentalizzare quell’episodio per giustificare atti che mettono in moto un clima di tensione e possono alimentare una violenza politica che Milano ha già conosciuto in anni tristemente noti».
Perché «che alle 18.30 - insiste De Corato -, alla luce del giorno e in pieno centro, tre writers incappucciati imbrattino indisturbati i muri della città, è già di per sé un contesto negativo». Ma è ancora più «preoccupante che i vigili, che erano lì per fare il proprio dovere, abbiano anche subito un’aggressione dal capannello di appoggio ai writers composto da no global». Infine, «che dietro tutto questo possa esserci una matrice di violenza politica scatenata da un episodio che, se pur gravissimo, non deve essere strumentalizzato per rinfocolare altra violenza, è ancor più inquietante e sbagliato».
Gli agenti aggrediti hanno già presentato una denuncia contro ignoti. La Procura, ora, aprirà un fascicolo. Mentre la Digos, che ha già iniziato le indagini, sta cercando di individuare gli autori del graffito.
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