Vigili disarmati, nuova diffida al Campidoglio

Rita Smordoni

Niente più vigili in strada, se non armati. Un vero e proprio ultimatum a Veltroni è partito ieri dal Sulpm, che ha proclamato lo stato di agitazione. Anticamera dello sciopero della categoria. «Il decreto ministeriale 145/1987 - spiega il segretario romano del sindacato unitario lavoratori polizia municipale, Alessandro Marchetti - prevede che i servizi esterni di polizia giudiziaria, polizia stradale e quelli ordinati dal Questore per motivi di ordine pubblico, devono essere svolti obbligatoriamente armati. Il sindaco, pur sapendo di violare il decreto, si ostina a non disporre l’approvazione del Regolamento dell’armamento e sta mettendo di fatto a repentaglio la sicurezza dei vigili urbani». A dare ragione ai vigili, secondo il Sulpm, è, in particolare, una recente ordinanza del presidente del Tribunale di Campobasso, che dispone l’obbligo dell’armamento della polizia municipale nel capoluogo molisano proprio in base al D.M. 145/87. Ieri dal sindacato è partita la comunicazione, che dichiara lo stato di agitazione, indirizzata al prefetto Achille Serra, al sindaco Walter Veltroni e al comandante del Corpo Aldo Zanetti.
«Premesso che il DM 1987 n. 145 predispone all’art. 20 che, in mancanza del regolamento sull’armamento, devono essere comunque espletati armati “i servizi di vigilanza e protezione della casa comunale, dell’armeria del Corpo, quelli notturni e quelli di pronto intervento”; - si legge nella missiva - che il Consiglio comunale non ha ancora approvato il Regolamento sull’armamento della Polizia municipale; che oltre 5.000 vigili urbani di Roma pur rivestendo la qualifica di agente di pubblica sicurezza, non vengono armati; che esistono numerosi precedenti in cui il personale ha subito aggressioni anche gravi; che il Tribunale di Campobasso con ordinanza del 10/02/2004 ha ritenuto illegittimo l’ordine del superiore gerarchico di adibire personale non armato a svolgere le funzioni di cui all’art.55 c.p.p.; che l’amministrazione continua a violare il D.M. 145 facendo svolgere disarmati servizi che dovrebbero invece essere armati... Ciò premesso, si proclama lo stato di agitazione dei lavoratori della Polizia municipale di Roma - annuncia il Sulpm - informando che se l’amministrazione non rispetterà il D.M. 145/1987, si provvederà a forme di lotta sindacale con la sospensione dei servizi esterni e con forme di ricorso ex-art. 700 cpc nei confronti delle reiterazioni degli ordini medesimi, ritenuti già illegittimi dalla competente autorità giudiziaria». La lettera chiede al Prefetto di attivare, come disposto dalle normative di legge e contrattuali sul diritto di sciopero, il tentativo di conciliazione tra le parti. Da questa mattina, quindi, il Sulpm proclama lo stato di agitazione. Un’iniziativa che porterà i vigili a incrociare le braccia in molte situazioni. Come il servizio allo stadio Olimpico alle partite, gli sgomberi e i compiti di polizia giudiziaria. «O il Prefetto interviene - ribadisce Marchetti - o partiranno gli scioperi dei servizi esterni e i comandanti dei gruppi saranno denunciati ai giudici di lavoro per ordini illegittimi».