«Vigili, ne servono mille in più»

Daniele Petraroli

Una completa riorganizzazione del Corpo dei Vigili urbani, investimenti consistenti anche in termini economici, e l’applicazione, dopo anni di inadempimento, dell’articolo 208 del codice della strada. Sono questi i punti cardine del documento programmatico presentato ieri dal sindacato dei categoria Cisl Fps in vista dell’assemblea generale della polizia municipale di venerdì prossimo.
«Il contratto decentrato integrativo firmato il 18 ottobre è stato solo il primo passo per la valorizzazione dei vigili urbani - ha spiegato il segretario generale romano Andrea De Simone -. Vorremmo adesso un tavolo di contrattazione con l’amministrazione comunale per definire l’inquadramento del personale in linea con la legge regionale che deve ancora essere applicata. Abbiamo anche individuato la fonte di finanziamento nell’articolo 208 del codice della strada in cui si prevede che una parte dei proventi delle multe siano destinati alla sicurezza stradale e al miglioramento dell’organizzazione. Fino a oggi, infatti, non è mai stato determinato con chiarezza quanto finisca per il miglioramento del servizio della polizia municipale». Del tutto insufficiente, poi, l’organico secondo il sindacato, nonostante il nuovo concorso comunale per 300 vigili urbani. «I nuovi agenti non saranno operativi prima di settembre - le parole di Gabriele Di Bella, ex dirigente del Sulpm passato con quasi la totalità del direttivo del sindacato autonomo alla Cisl Fps - quando 350 colleghi saranno appena andati in pensione. Per una città come Roma servirebbero almeno mille nuovi vigili».
Altro problema su cui punta l’indice la Cisl è quello creato dagli ausiliari. «È tempo che il Comune di faccia carico del problema - continua Di Bella -. Dobbiamo eliminare il far west delle sanzioni e avere un coordinamento delle figure autorizzate ad applicarle. Siamo arrivati al paradosso che per la stessa infrazione l’ausiliario elevi una contravvenzione da 100 euro e il vigile una da 35. Il cittadino così è costretto a sperare di essere multato da uno di noi. È ora di finirla con la sovrapposizione delle competenze». Non poteva mancare il tema della sicurezza. «Dagli attentati a Londra - ha concluso Di Bella - alle uscite della metro ci sono i vigili urbani. Lo stesso accade per il campo di accoglienza di Ponte Galeria. E siamo costretti a operare disarmati. Ci chiediamo perché la bozza di regolamento in tema di armi sia rimasta nel cassetto quando esiste una situazione ridicola per cui gli unici vigili che possiedono una pistola sono i più anziani che operano in maggioranza negli uffici».
«I problemi della categoria sono i problemi della città - ha voluto precisare Giancarlo Casentino, responsabile della Sas per Roma -. Un’organizzazione della polizia municipale non corretta comporta un servizio non corretto. Ci si dimentica spesso che sul territorio ci siamo noi. Non solo per far rispettare il codice della strada ma anche per contrastare l’abusivismo edilizio e quello commerciale».