La vigilia blindata di Dorthe con la Danimarca sulle spalle

La Holm, argento a Nagano nel curling, stasera rappresenterà il suo Paese nell’occhio del ciclone per le vignette su Maometto. Il capo delegazione l’ha nascosta in un rifugio

nostro inviato a Torino

Dorthe Holm ha trentadue anni. È danese. Sarà stasera la portabandiera del suo Paese, totale cinque atleti, soltanto donne, in gara nel curling. La bandiera danese è di quelle che non piacciono in questi giorni. La bruciano dovunque per colpa delle vignette sataniche, la bruciano perché il Paese della Sirenetta e di Amleto non merita altro secondo i fanatici cultori.
Dorthe Holm però è un tipo con cui è meglio rigare diritto. E non per la bandiera che lei reggerà, di sicuro, con piglio e autorevolezza, stasera lungo la pista dello stadio Olimpico, davanti a trentamila spettatori, a due miliardi di telespettatori. A Dorthe infatti piace praticare la boxe, è tra i suoi hobby preferiti al punto che spesso la signorina Holm prende l’aereo e viaggia verso l’Asia per approfondire l’argomento e portarsi avanti con il lavoro, nel caso in cui, semmai, ci fosse il bisogno.
Dorthe Holm è alta un metro e sessantanove centimetri, porta un ciuffo ribelle, pesa sessantacinque chili, non è sposata e nella vita fa la segretaria di azienda. Nello sport lo skipper del curling, che sarebbe poi il ruolo decisivo, quello dei due lanci finali dello stone che portano punti e medaglie. Per esempio l’anno scorso il bronzo ai campionati europei e nel Novantotto, ai giochi invernali di Nagano, l’argento. Sempre per la squadra della Danimarca, alle spalle del fenomenale, favoritissimo di sempre, il Canada.
Otto anni dopo, la federazione danese ha deciso di consegnare la bandiera alla Holm, simbolo del Paese per lo sport invernale. Dorthe ha appena sbirciato Torino, ha puntato verso Pinerolo dove c’era la scuola di cavalleria e oggi c’è il Palaghiaccio che ospiterà le gare di curling per maschi e femmine. A parte l’impegno degli allenamenti c’è la storia della Danimarca e delle violenze che le ambasciate, i simboli di quel Paese stanno subendo come reazione alla pubblicazione delle caricature di Maometto. Ora non è il caso di insistere, visti i Giochi invernali, se Maometto non va alla montagna... ma Dorthe Holm sta blindata, nel suo rifugio alpino, vietata ai meno e ai più. «L’Olimpiade è un momento di pace e di fratellanza tra i popoli, non abbiamo altro da dire» ha risposto al telefono miss Arnesen, capo delegazione danese. Il tono era secco ma autorevole, in mezzo alle voci cattive e maligne.