Le vignette su Canalis e Belen Ma le donne belle sono sceme?

Il fumettista Disegni ritrae Belen e la Canalis senza testa, convinto che abbiano successo solo grazie al proprio corpo. A vergognarsi dovrebbe essere chi pensa sempre che avere un bell'aspetto significhi non essere intelligenti. <strong>SONDAGGIO: <a href="/sondaggio_1a.pic1?PID=124">le donne belle sono sceme? VOTA</a></strong>

Onesto e non spiritoso disegnatore, nonostante il cognome allusivo, Stefano Disegni annaspa dopo avere concepito una striscia oscena contro due donne, Elisabetta Canalis e Belen Rodriguez, motivatamente colpevoli, nella concezione berlusconiana dell'autore, di essere più belle che intelligenti. Una evidenza apparente, giacchè non è dimostrato che la loro evidente bellezza superi una intelligenza che non abbiamo elementi per considerare insufficiente o limitata.
Sulla materia il confuso Disegni improvvisamente ricorda (come se gli capitasse tutti i giorni) di essere stato intervistato da alcuni inviati di Raiuno sulla sua trovata di rappresentarle senza testa, con la delicatezza di vestirne una da soldato nazista con la svastica e l'altra da deportato ebreo con la stella di Davide. Difficile immaginare scemenza e cattivo gusto miscelati meglio. Ma lo smemorato Disegni è orgoglioso di sé: «Infatti la prima domanda che mi hanno posto è stata proprio “Perché hai ritratto Elisabetta e Belen senza testa?”, poi si sono scusati, dicendo che non avevano colpa, loro eseguivano solo degli ordini, come Norimberga. Ho detto che mi pareva evidente: le due ragazze non avevano fatto carriera grazie alla testa, ma grazie a tutta una serie di altre parti del loro organismo. “Vuoi dire che sono stupide?”, ha quindi domandato uno e poi è andato a piangere in bagno. “No, non sono affatto stupide”, ho detto io. “Anzi sono due furbacchione, ma - ho aggiunto - furbizia e intelligenza non sono la stessa cosa”. E qui mi sono piaciuto molto».
Contento lui, che si è tanto piaciuto, da esserselo dimenticato. E infatti nell'intervista mandata in onda non parla di furbizia, ma, con malignità, di «scaltrezza», volendo significare che hanno fatto qualcosa di molto vantaggioso, mettendo a frutto la loro bellezza per ottenere vantaggi. Un quadro desolante, evidentemente non veritiero, come ha prontamente, e con molta efficacia, sottolineato Gianni Morandi chiamato al telefono. Io sono stato, ovviamente, meno bonario, perché fatico ad accettare l'indignazione che ha accompagnato l'affermazione coniata da me (rivelerò oggi: in duo con Martinazzoli), rivolta a Rosy Bindi, da Berlusconi: «più bella che intelligente» (Martinazzoli viveva beato); e l'indifferenza con cui l'universo politicamente corretto e lo stesso voto femminile hanno reagito alle volgarità di Disegni. Con eleganza, contrariamente a Rosy Bindi, Elisabetta Canalis non ha voluto rispondere. Io, come sempre, ho semplicemente voluto indicare la contraddizione. Non ho ragione, come Disegni, di dubitare della intelligenza della Canalis e della Rodriguez e osservo che a far carriera non per la testa sono state innumerevoli donne apparentemente non per la testa che hanno avuto l'intelligenza di valorizzare la loro bellezza, da Cleopatra a Marilyn Monroe. Soltanto «furbe» per Disegni? E cosa pensare di Sophia Loren, Brigitte Bardot, Silvana Mangano, Claudia Cardinale, Charlotte Rampling, Grace Kelly, Julia Roberts, Jennifer Lopez, Monica Bellucci, e modelle come Cindy Crawford, Naomi Campbell, Claudia Schiffer. Tutte «scaltre»? La bellezza è una colpa? Il mondo è pieno di deficienti che vedono la versatile Belen e si limitano ad apprezzarne la bellezza. Venere è male? E le maglie e le olimpie e i nudi di Modigliani sono ammirati da persone indifferenti alla intelligenza. Disegni crede, nella sua ottusità, che la bellezza sia una colpa e che ce se ne debba vergognare perché essa si afferma prepotentemente senza fare «le nottate su una storia del teatro di Silvio D'Amico per diplomarsi alla Accademia di arte drammatica, pagandosi gli studi, facendo la cameriera». La Flora di Tiziano ha studiato all'Accademia di arte drammatica? Dispiace infierire sul povero Disegni, il quale non ne prende una. E, mentre sicuramente, per le sue modeste e penose vignette viene pagato, io, come sanno anche le pietre, per non rinunciare a fare il sindaco di Salemi, vado in televisione gratis, non sono pagato come i Fazio, i Saviano e i Benigni. E non ho alcun tariffario. Contrariamente a lui non dico quello che penso per «mestiere», ma per assoluta libertà. E, se vengo querelato, mi pago il lusso di aver detto quello che penso. Nel suo caso mi auguro che, a pagare per le menzogne che ha detto di me sia l'editore del giornale sul quale ha scritto per compiacersi di avere ingiustamente insultato e mortificato due ragazze che hanno solo la colpa di essere belle. Visto il suo disprezzo per loro, gli auguro di trovare molte Rosy Bindi, per dimostrare che Berlusconi e io, suo ispiratore, avevamo torto e che, nella vita, essere belle è una colpa.