Le vignette su Maometto mostrano la fragilità del diritto alla satira

Sul fronte della libertà di informazione, di satira e di libera espressione, tra l'altro sancite dalla Dichiarazione universale di diritti dell'uomo, stanno, a mio modesto avviso, succedendo fatti non proprio tranquillizzanti. Il direttore di France Soir è stato licenziato in tronco dal proprietario del quotidiano poiché ha voluto pubblicare, in nome della laica libertà di espressione, alcune vignette su Maometto e l'iniziativa ha provocato da parte di un Paese musulmano di lingua francese il divieto di vendere sul suo territorio il popolare quotidiano infliggendo un danno alla proprietà: l'editore, per non perder soldi ed aver grane, con coraggio tutto francese si è profuso in scuse presso il governo del Paese censurante. Giungono invece notizie che da parte musulmana (e tantomeno da parte nostra) nessuno si scandalizza di vignette anche da trivio sulle religioni cristiana ed ebraica ed i loro rappresentanti che copiose affollano i giornali del mondo islamico. La Danimarca, per le medesime ragioni, è sotto tiro di fatwa; minacce di morte sono indirizzate ai redattori di un giornale di Copenaghen ed ambasciatori di Paesi islamici presso quel Paese, membro dell'Unione Europea, sono stati, per protesta contro il sacrilegio, richiamati in patria.