Vignettista a 16 anni sulle orme del nonno che creò la Batmobile

Luigi Segre discende dal proprietario della Ghia: ha molto talento e i suoi bozzetti sono in mostra a Garlenda

da Garlenda

Suo nonno Luigi Segre, proprietario della Ghia, è stato uno tra i più grandi disegnatori di modelli leggendari che hanno profondamente segnato la fortuna dell'industria automobilistica. Lui ha 16 anni, lo stesso nome, e lo stesso talento. Per la sua precocità artistica hanno già collocato il suo ingegno tra quelli dei più grandi vignettisti italiani, dei guru della satira politica. Il suo tratto grafico veloce ed efficace è sorprendente, e l'incredibile raccolta di vignette e caricature appesa al muro del castello di Garlenda in occasione del 24° Meeting Internazionale delle 500, sta richiamando l'attenzione di numerosissimi visitatori. Sembra che il destino di nonno e nipote sia racchiuso in una penna, disegnato nel Dna. Un fatto di sangue, talento, sensibilità e passione. Luigi Segre senior disegnò la cinquecento jolly facendola diventare l'auto più amata da personaggi illustri come Aristotele Onassis, John Fitzgerald Kennedy, Yul Brinner. Luigi Segre junior, «Giagi» per gli amici, per omaggiare il fantasioso nonno e in occasione del meeting, della Jolly ha disegnato invece la versione satirica 2007. Adora Giorgio Forattini e Giorgetto Giugiaro che iniziò la sua carriera proprio nella ditta di nonno Luigi quando aveva 16 anni e il suo sogno sarebbe poterli incontrare. Giagi si diverte a guardare in un modo tutto suo politici, attori, cantanti e ne tratteggia il volto evidenziandone i tratti del carattere e dell'anima. All'età di sette anni durante una riunione di famiglia esibì alcuni suoi disegni e la nonna rivide in quella del nipote la stessa mano del marito(scomparso prematuramente) e lo stesso tratto deciso. «Fu uno stimolo grandissimo che mi spinse a disegnare sempre di più - racconta Luigi -. Il nonno era una persona speciale. Iniziò a lavorare alla Ghia come disegnatore e dopo soli due anni ne divenne il proprietario. Ha disegnato la batmobile l'auto di Batman e quando ero molto piccolo lo immaginavo un eroe».
Un personaggio affascinante.
«Straordinario. Prima diventare disegnatore era un agente dell'Oss, il servizio segreto speciale americano. In soffitta i miei genitori hanno trovato un baule pieno di passaporti con tantissime identità. Durante quel periodo ha conosciuto molti potenti ai quali poi ha venduto i disegni delle sue auto. Ha inventato macchine per presidenti, principi, attori e registi, re e papi».
Usciva spesso dagli schemi.
«Ghia collaborava anche con altre case automobilistiche e il nonno ha disegnato per Volkswagen la Karmann Ghia coupé e cabriolet, per la Chrysler l'Imperia Papale e la "Fire Bomb" Per il re dell'Arabia Saudita ha costruito la Chrysler Gilda da caccia. Una lunghissima cabriolet con il frigo e con le portiere tempestate di diamanti. Per la Fiat la 1100 coupè, la 500 e la 600 jolly e tantissime altre».
Ti piacerebbe disegnare carrozzerie per auto?
«Credo di sì. Chissà... Per adesso mi piace molto la satira politica. Mi diverte creare situazioni comiche e satiriche e so che anche a mio nonno piaceva ridere e scherzare. Non voglio associare questa mia passione al lavoro, preferisco terminare gli studi. Lui prima di tutto era ingegnere, io vorrei diventare architetto».
Come hai scoperto questa vocazione per il disegno?
«Ho sempre disegnato molto. Un giorno nelle medie uno dei professori vide alcune mie vignette. L'anno dopo vennero pubblicate sui diari dell'istituto. Stessa sorte toccò anche alla caricatura di Karol Wojtyla: divenne la copertina dei diari. Da allora ogni hanno è mio compito disegnare copertine e vignette. Cero poterlo fare un giorno per un giornale sarebbe bellissimo».
I tuoi artisti preferiti?
«Adoro Giorgio Forattini, mi piace la sua faccia, esprime quello che ha dentro, come il suo tratto e i suoi disegni. Poi amo Picasso, Warhol, Klimt. Mi piace molto anche la pop art e prediligo gli artisti che mettono anche se stessi nelle loro opere».
Cosa ti aiuta di più?
«La mia dislessia. Come tutti i dislessici non amo leggere e ho un forte senso dell'immagine. Essere dislessico è stato un vantaggio. L'incomprensione totale degli insegnanti al liceo classico verso questo problema, mi ha spinto a fare sempre di più a vedere le cose in maniera molto chiara. Ho imparato a fissare il contenuto dei miei sogni, dei miei pensieri con il pennarello anziché con le parole».
Quando aveva 16 anni Giugiaro ha iniziato a disegnare per tuo nonno. E se ora che li hai tu 16 Giugiaro ti chiamasse a disegnare per lui?
«Ci proverei eccome».