Al Vigorelli torna la boxe dei supercampioni

In programma tre incontri: il mondiale dei mediomassimi e due sfide europee

È il cinque maggio del 1963. L’emergente Sandro Mazzinghi sferra il colpo decisivo che mette fuori gioco l’avversario Dupas. Alla nona ripresa la vittoria è sua. È da allora che l’arena del Vigorelli, il «tempio del pugilato», non ospitava campioni del rango di Silvio Branco, Michele Piccirillo, Cristian Sanavia, Andrea Sarritzu, Luca Messi e Giuseppe Lauri. Nomi probabilmente poco noti alla maggior parte degli italiani che stanno ancora applaudendo i Cannavaro, i Grosso o i Buffon e magari non sanno che «l’Italia del pugilato è la nazione più importante a livello europeo», come sottolinea Salvatore Cherchi, presidente dell’Organizzazione pugilistica italiana. Giovedì 27 la grande boxe ritorna al velodromo Vigorelli con la «Notte delle tre corone», manifestazione patrocinata dal Comune di Milano e dalla Regione Lombardia. In programma tre incontri di livello internazionale: il mondiale dei mediomassimi e due sfide europee. «Il nostro obiettivo è ridare luce e valore allo sport in città e contribuire alla formazione di una Milano sempre più centrale nel panorama sportivo internazionale», dichiara l’assessore allo Sport e al Tempo Libero Giovanni Terzi. Gli fa eco un entusiasta Pier Gianni Prosperini, che ricopre lo stesso ruolo in regione: «Il pugilato è uno sport vero, che insegna il coraggio, la forza e la determinazione - dice -. Per questo sarebbe bello riuscire a portarlo nelle scuole, almeno per quanto riguarda la sua forma più soft, a contatto leggero e a fini educativi». Prosperini, grande appassionato di boxe, si è detto molto dispiaciuto per il fatto che questo sport e i suoi atleti siano spesso accusati di «grossolanità». Niente di più falso per «uno sport che richiede disciplina e autocontrollo». E che annovera tra le sue fila anche The Gentleman Michele Piccirillo, che metterà in palio la sua corona dei superwelter sfidando l’amico Luca Messi. «Anche io con giacca e cravatta ho un’aria da gentiluomo - scherza Messi - ma lo sono solo fuori dal ring». Poche parole per Silvio Branco, 40 anni all’anagrafe ma molti di meno tra le corde, già vincitore del titolo mondiale in tre categorie di peso. Giovedì lotterà per il quarto sfidando Manny Siaca: «Rispetto tutti gli avversari - dice - ma non temo nessuno». È conosciuto come «Il barbaro», ma di rude nei suoi modi non c’è proprio nulla. Il perchè di questa fama, c’è da scommetterci, risulterà chiaro a quanti avranno la fortuna di vederlo sul ring, in piena attività, giovedì sera.