Villa Adriana, il giro del mondo tra classico e contemporaneo

«Danze di tradizione antica raccontate attraverso corpi contemporanei». È il coreografo anglo-indiano Akram Khan, che aprirà il cartellone con la prima nazionale di Gnosis - in scena stasera e domani - a spiegare la filosofia della IV edizione del festival internazionale di Villa Adriana a Tivoli, che, da oggi al 18 luglio con danza, musica e teatro porterà in scena il confronto tra antico e moderno in un ideale dialogo di contrasti e affinità. «Il mio lavoro - racconta Khan - è un assolo in due parti, la prima derivata dalla danza tipica indiana, la seconda, contemporanea. A fare da trait-d’union sono io stesso».
Proprio la danza è il punto di forza di un programma che guarda con attenzione alla scena internazionale. Ad alternarsi sul palco saranno la prima compagnia di danza contemporanea di un paese di lingua cinese, Cloud Gate Dance Theatre of Taiwan, il 22 e 23 giugno, con il debutto europeo di Songs of the Wanderers, l’israeliana Vertigo Dance Company, il 26, con la prima nazionale di Mana-Vessel of Light di Noa Wertheim e il 16 e 17 luglio il coreografo belga Sibi Larbi Cherkaoui con la prima italiana di Babel, che porterà sul palco 13 danzatori di altrettante nazionalità.
«Fare cultura, una buona cultura, significa saper scegliere - ha detto ieri Francesco Giro, sottosegretario alla Cultura, che, alla presentazione della manifestazione nella sede della Regione Lazio, non ha mancato di rispondere alle polemiche sull’Eti -. Ciò significa pure concludere le esperienze che si rivelino fallimentari come quella dell’Ente teatrale italiano. Avere quattro teatri, di cui uno dismesso e due in fase di dismissione da due anni vuol dire aver mancato la propria missione. Se poi si vogliono salvare poltrone e stipendi è un altro conto».
Dalla cronaca si torna all’arte. Per la musica, il classico è affidato, il 1° luglio, all’orchestra dell’Accademia nazionale di Santa Cecilia diretta da Carlo Rizzari in musiche di Prokofiev e Beethoven. Si passa poi, il 13, al jazz «animato» di Enrico Rava con la Parco della Musica Jazz Lab che proporrà una rivisitazione dell’album «Rava Noir», qui accompagnata, per la prima volta, da un film di animazione con tavole di Altan. A chiudere sezione e manifestazione sarà, il 18 luglio, il rock di Elvis Costello.
Non mancano sorprese teatrali. Il 4 luglio Tancredi e Clorinda di Monteverdi nell’interpretazione di Mimmo Cuticchio, erede del teatro dei pupi siciliani. Dall’8 al 10 luglio toccherà al teatro-circo di Aurélia Thierrée, in uno spettacolo di visioni, luci e suoni, L’oratorio di Aurélia, scritto dalla madre Victoria Thierrée Chaplin, esponente di un’importante dinastia del noveau cirque. Completa il cartellone la mostra «Villa Adriana. Una storia mai finita», che riunisce per la prima volta alcune delle più antiche sculture rinvenute nella Villa e poi disperse nei vari musei italiani e stranieri.