Villa Armerina e la pistola puntata del restauro

Auto aziendali,

una pugnalata

alle spalle
Sono molto dispiaciuto del fatto che i media abbiano sollevato, in maniera del tutto marginale, il problema sul decreto legge che fa aumentare la tassazione sulle auto aziendali del 67 per cento. Questo decreto non solo è già attivo, anche se in realtà è una costola del lavoro del beneamato Padoa-Schioppa, ma, addirittura, ha effetto retroattivo a gennaio 2006! Secondo me, siamo al limite della legalità sociale. Come facciamo a spendere i nostri soldi in tutta sicurezza se poi, per decreto legge, ti mettono una tassa con effetto retroattivo che rischia di farti andare in rosso? Questa tassa peserà, euro più euro meno, circa 40 euro al mese, 480 euro l’anno. Ricordiamoci che chi ha una macchina aziendale è un cuore pulsante dell’Italia che produce: va a vendere e far girare l’economia, anche 400-500 chilometri al giorno. Molti di noi hanno stipendi lordi di 25mila euro. Altri meno. Se questa è sinistra sociale...
Alfredo Di Blasi e-mail
Facciano

una manifestazione

in ogni capoluogo
A 45 anni desidero per la prima volta partecipare ad una manifestazione di piazza, pacifica ma accorata. Domenica 3 dicembre per me piccola ristoratrice del Monferrato sarà impossibile essere a Roma, perché perdere una giornata di lavoro (il lavoro in questa minuscola realtà arriva solo il sabato sera e la domenica a pranzo) vorrebbe dire avere problemi con la banca il lunedì mattina successivo. Ma al raduno della Cdl vorrei proprio esserci. Perché non riuscire a realizzare una manifestazione regione per regione, magari per ogni capoluogo? Perché solo Roma? Ed i piccoli come noi, che in una famiglia di tre persone, hanno consegnato con gioia due voti a maggio alla Cdl? (la terza persona è minorenne) siamo piccoli ma con una volontà di ferro.
Marinella Rettani e-mail
Il Tfr sia versato

nelle tasche

di ogni lavoratore
Perché non ho ancora sentito levarsi una voce dal centrodestra in favore dell’unica giusta, liberale, moderna proposta da fare a proposito del Tfr? E cioè che il Tfr va dato in tasca al legittimo proprietario, il lavoratore. Io, da imprenditore, con una piccola azienda di una trentina di dipendenti, perché devo fare l’esattore delle tasse per conto dello Stato? Perché devo fare il gabelliere del sindacato? Perché devo fare il banchiere che amministra il libretto di risparmio del dipendente? La risposta che mi posso dare è che siamo una Repubblica ottocentesca per questi aspetti antiquati e antistorici, che vengono mantenuti per tenere al guinzaglio i lavoratori dipendenti da parte di Stato, sindacati, partiti. E più sono dipendenti di grandi aziende, peggio è per loro! Tfr ai lavoratori!
Fabio Boni e-mail
Sulla Finanziaria

la bugia

più grossa di Prodi
Leggo che l’ineffabile Prodi avrebbe sostenuto che «una Finanziaria è giusta quando scontenta tutti»; ma non è la stessa persona che in campagna elettorale di fronte a milioni di telespettatori aveva detto «penserò alla felicità degli italiani»? Siccome gli elettori sono abbastanza adulti da comprendere la differenza fra gli uomini di parola e gli altri, rivolgo un appello a tutti per manifestare in ogni occasione una opposizione «irresponsabile e distruttiva» (come dice l’ottimo Paolo Guzzanti) per tornare a votare al più presto.
Bruno Cedola Pesaro
Basta con gli «over»:

apriamo di più

la politica ai giovani
Negli Usa, Bill Clinton ha 60 anni e ha già fatto due volte il Presidente, in Inghilterra Antony Charles Lynton Blair classe 1953 è già stato Premier più volte, in Messico il Presidente Felipe Calderon ha 44 anni, in Germania il Cancelliere è una donna, la signora Angela Merkel classe 1954. In Spagna José Luis Rodriguez Zapatero, classe 1960, è Presidente del Consiglio. Tutto questo per dire che in Italia probabilmente serve anche una legge sulle «Quote Generazionali» per assicurare e promuovere una classe dirigente sincronizzata con i tempi sia nei partiti, sia nelle istituzioni.
Lettera firmata
La manovra flessibile:

cambia a seconda

di chi grida più forte
Crederemmo alla Finanziaria ed al Governo solo se non assistessimo a piccoli aggiustamenti atti favore chi protesta con più forza e vigore e solo se la Finanziaria contenesse riforme strutturali contro gli enormi sprechi (consulenze sulla spazzatura, stipendi, viaggi, affitti) e misure ferme contro la malavita organizzata. Solo così potremmo credere ed avere un po’ più di fiducia.
La strana legalità

in formato spray

del sindaco Veltroni
Complimenti a Veltroni per la sua ultima trovata. Il sindaco di Roma ha proposto di annotare il nome di chi acquista le bombolette spray, così da prevenire il fenomeno delle scritte sui muri. Vorrei chiedere a Veltroni come riterrebbe possibile risalire da una scritta su un muro ad un particolare acquirente di una bomboletta, posto che di prodotti identici (stessa marca, stesso colore) ne vengono venduti a migliaia in centinaia di negozi italiani. A meno che il graffitaro non venisse beccato in flagrante (circostanza che renderebbe completamente inutile la veltroniana anagrafe delle bombolette) - sarebbe virtualmente impossibile stabilire se la vernice provenga da una bomboletta venduta a Roma a Tizio, piuttosto che da quella venduta a Milano a Caio, e quindi risalire al colpevole.
Pietro Ballerini Bologna
Autostrada Brebemi:

chi non la vuole

venga a farsi un giro
Leggo sull’inserto milanese del 25 ottobre che il segretario milanese di Rifondazione Comunista, Antonello Patta, ritiene «inutile e dannosa» la Brebemi. Mi faccio promotore di un’iniziativa per far condannare questo politico a compiere per sei mesi, diciamo da novembre ad aprile, - tutte le mattine e con obbligo di non essere in ritardo - il percorso Brescia-Bergamo-Milano, con arrivo a Milano obbligatoriamente alle 8.30 e ritorno il pomeriggio, con partenza da Milano alle 17.30. Cambierebbe subito idea!
Alfredo Galluccio e-mail
Ungheria ’56:

si tolgano le targhe

di Togliatti & C.
I nostri governanti che senza nemmeno un po’ di vergogna sono andati a commemorare i morti dell’insurrezione ungherese del 1956, potrebbero dare una concreta dimostrazione del loro pentimento, togliendo dalle strade e dalle piazze le targhe che le intitolano ai vari Togliatti e compagni, che in quell’occasione si schierarono dalla parte degli invasori ed oppressori.
Marco Celli
Tocca alle pensioni

ma il finale

sarà sempre lo stesso
Nuovo giro di valzer per i parlamentari: la musica la sceglie ovviamente sempre il professor Prodi. Adesso è il turno del giro di vite legate alle pensioni, che entro marzo si vorrebbero rivedere, all’interno di una danza che dovrebbe interessare tutta la previdenza sociale.
Ma il finale sarà sempre lo stesso: i sindacati freneranno il presidente del Consiglio, la sinistra insorgerà a chiacchiere e il direttore d’orchestra metterà tutti a tacere con una melodia più lenta, di riconciliazione, durante la quale sedere tutti accanto al tavolo delle trattative e raggiungere gli accordi musicali per cantare ancora, sempre le stesse canzoni agli italiani.
In un programma alla radio ho sentito che i padri della manovra ne vanno orgogliosi, perché intravedono nella protesta che divampa anche nella stessa sinistra, una riprova della delinquenza fiscale che esiste ovunque e che adesso si sta mettendo invece a posto: non è così. Gli italiani sono da anni tartassati da una musica fiscale che li ha fatti ballare con liriche dolorose, tranne che nel periodo di ripresa del governo di destra.
Bruno Russo e-mail
Magistrati solerti

quando difendono

i propri interessi
Come al solito, la gloriosa magistratura ha dimostrato solerzia solamente quando si è trattato di difendere dai tagli della Finanziaria il proprio lauto stipendio, come del resto fa quando deve dare addosso a qualche malcapitato che ha osato toccare la sinistra.
Quando, invece, si tratta di garantire i diritti dei comuni cittadini, e parlo per esperienza diretta, il tempo non esiste più.
Maurizio Pinna e-mail