A Villa Doria i teppisti la fanno da padrone

I vandali hanno anche manomesso le altalene dei più piccoli rendendole pericolose

Recupero e degrado marciano di pari passo a Ponente. Luci e ombre, infatti, non risparmiano nemmeno le storiche residenze di Pegli. Villa Doria Centurione, ad esempio, vanta quasi cinque secoli di storia. Edificata nella prima metà del 500, per conto di Adamo Centurione, fu ampliata nel 1592 su commissione di suo nipote, Giovanni Andrea Doria, che era figlio di Ginetta Centurione e di Giannettino Doria, cugino di Andrea, il famoso ammiraglio. Dal 1930, è sede del Museo Navale (orario: martedì/venerdì: 9-12,45. Sabato e domenica 10-18,45 ndr). Partendo dalla stazione, in piazza Amilcare Ponchielli, è sufficiente percorrere via Pavia per giungere in piazza Cristoforo Bonavino e trovarsi di fronte all'ingresso principale del parco. Prima di entrare, si è colpiti dallo scempio della facciata della villa, restaurata di recente, e già imbrattata da cima a fondo da scritte a caratteri cubitali di ogni tipo. L'azione devastante dei grafomani ha coinvolto l'intero perimetro dell'edificio, i muri ai lati della cancellata d'ingresso e il piccolo campo da basket sul lato sinistro.
Stessa sorte è toccata anche ai giochi per bambini, posti sul lato destro dell'entrata che, pur essendo dotati dell'imbottitura anticaduta ai piedi degli scivoli, mostrano talmente tante buche sull'asfalto da richiedere un rifacimento completo. Si salvano le panchine, piuttosto nuove e ben tenute e i primi sentieri ben asfaltati, che conducono nel cuore del parco. Molte aiuole, ricche di alberi, hanno l'erba molto rada e i piccioni non perdono occasione di infilarsi nei cespugli per strappare rami e foglie, incrementando la sensazione di degrado. Nuove magagne s'incontrano sul sentiero laterale che ospita gli scivoli e l'altalena. Oltre agli immancabili graffiti, che non hanno risparmiato nemmeno le vecchiotte panchine circostanti, si aggiungono le lamentele di un papà: «Questi teppisti rompono tutto e l'altalena non è sicura perché qualcuno si è divertito a svitare e a tentare di rimuovere i bulloni di sostegno dei sedili. Non voglio che mio figlio ci salga e rischi una caduta, pur attutita dalle imbottiture». Nei pressi dei giochi, sorge la grotta dell'archeologia, che altro non è che l'ex rifugio antiaereo nella seconda guerra mondiale, convertito in laboratorio di esperimenti scientifici e archeologici. Visitabile dal martedì alla domenica, il centro studi offre anche uno spaccato della vita dei primi liguri nelle grotte in epoca preistorica. Peccato che l'ingresso sia decisamente da ripulire. L'entrata laterale da via Andrea Vochieri si presenta in ordine, ma i piccioni si concentrano numerosi, appena oltre l'ingresso, e sporcano ovunque, vanificando parte del lavoro di ricupero messo in atto dai membri dell'associazione «Amici musei e ville di Pegli».
Negli ultimi mesi, infatti, studenti e persone di ogni età hanno lavorato gratuitamente e hanno reso nuovamente percorribili i sentieri paralleli a via Vochieri, falciando e accumulando rovi e sterpaglie, poi bruciati dal personale Aster. Come hanno confermato i volontari, più si elimina la vegetazione infestante, e più emerge il degrado di ringhiere, muretti e viali. L'associazione ha curato anche il recupero dell'isola, della grotta artificiale e dei sentieri circostanti, realizzati da Galeazzo Alessi nel 1548, che decenni di colpevole incuria avevano fatto ricoprire da una giungla di vegetazione. Forse, con un po' di coraggio, la nuova amministrazione, potrebbe restituire, almeno in parte, anche i giochi d'acqua che, per secoli, hanno reso famoso il parco. Per il momento, l'Aster è impegnato soprattutto nella sostituzione dei vecchi cestini, ridotti a rottami, con quelli nuovi in legno, nelle potature di piante e nella riasfaltatura della parte inferiore dei sentieri principali, decisamente preferibili agli impervi viottoli scorciatoia, che si inerpicano verso la parte alta del parco. Salendo ai livelli superiori, s'inciampa nelle gigantesche buche, proprio all'altezza del cancello che conduce al cimitero. Le panchine sono piuttosto integre ma spesso imbrattate di graffiti. E i vandali si sono premurati di ridurre a brandelli il cartello indicatore delle varie specie di uccelli che si possono individuare lungo il percorso.
Ulteriori buche da coprire e sentieri da ripulire, costellano la salita fino alla zona panoramica, che domina parte di Pegli e l'area del camping attrezzato, la cui presenza è sgradita a chi teme che il parco sia ulteriormente deturpato dai campeggiatori. Tornando all'ingresso principale, si è coinvolti nei mugugni dei pegliesi che chiedono l'installazione di tre nuove panchine, nell'angolo destro della zona giochi prima dell'uscita, che è molto più ombreggiato rispetto ai sedili di altri punti dello slargo, sui quali il sole picchia implacabile per molte ore al giorno.