Una villa per i defunti cremati

(...) a Staglieno. Basta solo che la volontà del defunto venga espressa dai parenti per permettere un atto civile che non è più un tabù come una decina di anni fa. Sono circa cinquantamila le piccole cassette che contengono le urne cinerarie nel cimitero della Valbisagno. In molti, tuttavia, preferiscono riporle nelle tombe di famiglia perchè occupano pochissimo spazio. Tuttavia, grazie agli sforzi dei nostri associati e un investimento non indifferente, siamo riusciti a costruire a Staglieno il nuovo tempio cinerario ristrutturando un manufatto che era in stato di completo abbandono».
Edoardo Vitale, presidente della Socrem, la società genovese di cremazione, ha inaugurato ieri nella vecchia villa Vaccarezza del Settecento, inglobata poi nel cimitero a metà Ottocento, il nuovo tempio cinerario. Si tratta di una costruzione d'epoca di tre piani dove sono stati ricavati 5200 loculi per urne cinerarie da 30 centimetri per 30. Sono dotati di piastra di marmo di primissima qualità, di fioriera e di portalampada per l'inserimento dell'illuminazione votiva. Il costo è abbastanza contenuto, considerato che i locauli sono perpetui per legge. Le capacità sono di due, quattro e cinque posti. La prima fila costa, per tumulazione, 432 euro più iva, la seconda 559 euro, la terza 783 euro, e via fino ai 102 euro della dodicesima fila. Per le prime file occorre chinarsi, per le ultime ci vuole la scala che è a disposizione dei parenti dei defunti.
I loculi sono riservati ai soci che devono pagare l'iscrizione di 25 euro e la quota annuale di socio ordinario di 10 euro. Ci si può iscrivere alla Socrem come soci vitalizi pagando soltanto 130 euro e per gli ultrasessantenni c'è la riduzione del 50 per cento. «Per celebrare l'evento dell'inaugurazione del nuovo tempio cinerario - continua Vitale - per i prossimi 30 giorni la Socrem metterà a disposizione del pubblico i 5200 loculi e annuncia la gratuità d'iscrizione a socio vitalizio nonchè l'esenzione della quota sociale per l'assegnazione di loculo nel nuovo tempio cinerario, per un esonero complessivo di 675 euro».