Una villa miliardaria? La vende il cane

La vedova del produttore di "Dinasty" mette tutto all’asta. Ma a una
sola condizione: che il suo terrier "sniffi" il venditore giusto

Madison ha la faccia da bastardo e ti guarda sempre un po’ in cagnesco. Abita in un castello, stile Loira adagiato ad Holmby Hills, periferia lussuosa di Los Angeles, prati da manicure, splendida argenteria, gioielleria da ricca polizza sulla vita, e se ne va in giro in babbucce, con un’acconciatura in testa che pare studiata da un parrucchiere mongolo. Ha solo un paio di amici tedeschi, i fratelli Rottweiler, e non frequenta i vicini anche se si chiamano Hugh Hefner e hanno il giardino pieno di conigliette. La sua specialità è far innamorare miliardarie, un tipo per intenderci alla Rossano Rubicondi.
L’Ivana Trump che lo mantiene si chiama Candy Spelling, vedova di Aaron, il tycoon tv delle Charlie’s Angels, sessantatrè anni tirati come si deve, che adesso ha deciso di vendere «The Manor» il maniero dove ha abitato per quasi vent’anni, più di 5mila metri quadrati di superficie conosciuti per la stravaganza degli ambienti e l'inconfondibile stile francese, per la sciocchezza di 150 milioni di dollari, quanto basta per togliere dalla crisi una piccola azienda d’auto e pagare il ritocchino di stipendio a Ibrahimovic. Dice che vuole iniziare «un nuovo capitolo della mia vita» in un modesto attico a due piani, del valore di «soli» 47 milioni di dollari, intanto vendiamo la magione, che, dicono gli immobiliaristi, è la casa più cara del mondo, con la crisi dei mutui che c’è, poi si vedrà.
Il problema non è tanto comprarla, ma convincere Madison, il cane di casa, a vendertela. Perché è lui che sceglie l’agente immobiliare che si occuperà della transazione del castello e quindi l’uomo che dovrà incassare la commissione del tre per cento, cioè più o meno quattro milioni e mezzo di dollari, che spetta a chi piazza il pacco. Madison, che passa per terrier dal manto morbido color oro, in realtà è un volpino. Ha un fiuto infallibile per gli affari e finora degli agenti che si sono presentati alla porta non glien’è piaciuto uno che è uno. Il bassotto si fa incontro all’omino con l’aria da James Cagney, lo annusa per bene, e poi, denti scoperti e pelo a chiodo, fa capire a latrati che non è il caso di insistere, Arcibaldo, accompagna il signore alla porta. È un osso duro. Lo dicono anche un paio di ricerche americane, spiegano che i cani di taglia piccola tendono a essere più nevrastenici e prepotenti di quelli di taglia grossa. Ma questo non vale solo per i cani.
Certo bisogna anche capirlo. Madison è una vita che se la spassa in quel posto. Centoventitrè stanze, comprese una per incartare i regali, una per assaggiare i vini, una, la più grande per ospitare il guardaroba di Candy, e poi piscine, palestre, cascate, fontane, sale massaggio, campi da tennis, e un cinema con schermo mega, basta pigiare un bottone e quello esce dal pavimento mentre i pannelli scattano per sbarrare la luce delle finestre che danno sul parco. Una volta il vecchio Aaaron per regalare un bianco Natale ai figli Tori e Randy fece persino installare in villa le macchine della neve. Unico mistero: non si sa che fine farà la numerosa servitù. Da queste parti va così. Trattano i cani da uomini. E gli uomini da cani.