Villa Montallegro la clinica che «tira» la sanità pubblica

Compie 55 anni la casa di cura creata da Edoardo Riboli, emigrato in Venezuela a fine Ottocento e tornato ricco e filantropo

È per molti, certo non per tutti. Perché anche se è vero che in tempi così magri di sanità pubblica sono in tanti a fare sacrifici per un’assicurazione sanitaria privata, non tutte le famiglie possono permettersela. Ma a Villa Montallegro, la casa di cura che esiste ad Albaro dal 1952, qualcosa per i genovesi tutti, lo fanno. L’elevata qualità dei servizi offerti dalla clinica fa sì che a prestarvi opera siano nomi di assoluto livello scientifico, medici che, lavorando nel privato, restano comunque in città, anche nel servizio pubblico, e magari non fuggono da ospedali che di eccellenza hanno in qualche caso solo il ricordo. I 55 anni di attività della Montallegro sono stati recentemente al centro di un convegno durante il quale sono state presentate le varie iniziative della clinica che fa del customer care, l’attenzione al cliente, il proprio punto di forza. Tanto da catturare l’attenzione dei pazienti anche da altre parti d’Italia, visto che nel caso della Montallegro si può parlare di immigrazione e non di fuga di pazienti.
«Abbiamo fatto molto negli ultimi anni - spiega Francesco Berti Riboli, l’amministratore delegato della Montallegro -, per esempio nella ginecologia e nella chirurgia plastica, con la realizzazione del centro polivalente Più Donna, o anche nella diagnostica con gli “aperitivi radiologici” incontri di aggiornamento che riuniscono esperti e interessati e fanno il punto sulle tecniche più avanzate, o nell’ortopedia con Più Kinesi, il marchio in ambito della riabilitazione, diventato un punto di riferimento cittadino». Inoltre Villa Montallegro sostiene «Make a Wish», l’organizzazione che esaudisce i sogni dei bimbi gravemente malati per donare loro un momento di gioia e speranza. In fondo, Villa Montallegro nasce proprio da un grande atto d’amore. Quello di Edoardo Riboli, emigrante in Venezuela alla fine dell’Ottocento e tornato in Liguria negli anni Trenta, ricco. Tanto ricco e generoso da realizzare a Lavagna, sua città natale, un campo sportivo e la scuola elementare e finanziare a Genova la costruzione dell’istituto per ragazzi abbandonati voluto da Padre Umile. L’ultima idea imprenditoriale fu proprio quella di Villa Montallegro, inaugurata soltanto due anni dopo la sua morte dai suoi eredi. Il fiore all’occhiello oggi come ieri sono le apparecchiature diagnostiche di altissimo livello così come lo sono i medici che vi lavorano. In tutto sono 175 i dipendenti e moltissimi altri lavorano nell’indotto. «Il comitato tecnico scientifico della casa di cura ha come presidente il professor Alberto Marmont du Haut Champ - prosegue Berti Riboli - segno dell’attenzione all’aggiornamento costante. Basti pensare che il professor Nicola Scopinaro, che non ha bisogno di presentazioni per i suoi studi e le tecniche chirurgiche contro l’obesità, sta mettendo a punto la prima tecnica chirurgica per combattere il diabete, la malattia emergente».
Tra gli altri big della medicina che collaborano con Villa Montallegro c’è anche l’ortopedico Francesco Pipino.