Villa Necchi Campiglio diventerà un museo

È più di un edificio abitativo. È una vetrina di ceramiche cinesi e lombarde, di porcellane, uno spazio prestigioso per poter osservare dipinti di Canaletto, Tiepolo, Marieschi e Rosalba Carriera. Contiene addirittura una collezione di miniature in ceramica appartenute a Napoleone Bonaparte. E presto anche la collezione Gian Ferrari. Questa è Casa Necchi Campiglio, vanto della cultura architettonica del «Novecento Milanese». Costruita tra il 1930 e il ’33 dall’architetto Piero Portaluppi, uno dei migliori architetti italiani del periodo, è una delle rarissime ville urbane del centro cittadino, perfettamente conservate, assieme al suo parco completo di piscina e campo da tennis. Nata per ricevere e riunire la società lombarda, il Fondo per l’Ambiente Italiano spera possa assolvere ancora alla stessa funzione, al fine di un reciproco riconoscimento identitario-culturale. Donata al Fai grazie alla generosità di Gigina Necchi Campiglio e Nedda Necchi, la villa è inquadrata in un progetto di adeguamento a casa-museo, grazie all’interessamento del Comune di Milano, della Regione e del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. L’idea base è quella di realizzare una rete civica di case-museo milanesi, che coinvolge il Museo Poldi Pezzoli, il Museo Bagatti Valsecchi, Casa Boschi di Stefano e Casa Necchi Campiglio.