A Villa Nobel le «Laminette» di Ruscigni

Di lui, di Ito Ruscigni, e delle sue liriche, hanno parlato diffusamente, in questi anni, Claudio Magris e Giorgio Montefoschi, Piero Ottone e lo stesso Predrag Matvejevic, che si è spinto ad accostarlo in qualche misura a Baudelaire e gli ha beneaugurato, come fu per l’autore dei «Fiori del male», «di giungere quanto prima là dove si merita, a un posto centrale della poesia italiana ed europea». Invece Ruscigni - imperiese, studioso di filosofia e religioni, da anni dirigente dell’Ufficio stampa e cultura e curatore dei Martedì letterari del Casinò di Sanremo - ha sempre centellinato, per discrezione connaturata al carattere, il proprio «particulare». E poche volte, dunque, s’è lasciato convincere a parlare in pubblico delle personali riflessioni letterarie. Occasione speciale, quindi, quella di domani sera, alle 21 e 15, a Villa Nobel di Sanremo, dove verrà presentato il suo libro-silloge «Laminette Orfiche» (Editore De Ferrari) nell’ambito della rassegna «Incontri» organizzata dalla Provincia di Imperia. A introdurre la serata e, soprattutto, ad accompagnare il pubblico - ingresso libero - nell’universo poetico di Ruscigni saranno gli scrittori e critici Francesco De Nicola e Lorenzo Mondo, che ben conoscono l’autore delle «Laminette» fin dai tempi in cui aveva pubblicato pagine esemplari come «Notte dell’insonnia», «Negli specchi fantasma», «Il giardino del Lepre», ma anche «In uno Itinere» o «L’Antro del Nume», accanto ai saggi «Cristianesimo, Dei e Demoni» e «L’Anima del Mondo tra Magia e Scienza», e alle ricerche storico-religiose come la «Regola della Guerra e Apocalisse». Un produzione significativa, di notevole approfondimento culturale, anche se Ito Ruscigni ha sempre preferito privilegiare la promozione della cultura «degli altri», conservando gelosamente nello scrigno interiore le vibrazioni di un animo che ancora Matvejevic definisce «straordinariamente colto, conoscitore di religioni e miti, di scienza e filosofia, di varie poetiche, così partecipe della materia da poterne disquisire per ore, con l’impero di chi ha il piacere di farsi conoscere, di confrontarsi, di acquisire sempre nuove esperienze». E ora, opportunamente, anche condividerle.