Villa Paganini, il degrado bussa all’inferriata

Marcello Viaggio

Un milione di euro, poi lievitati a un milione e settecentomila. Tanto era stato stanziato (e speso) dalla giunta Veltroni fra il 2001 e il 2002 per risistemare Villa Paganini a via Nomentana. Mai come in questo caso, però, la somma sembra buttata nell’immondizia. Quella che attanaglia la villa in ogni angolo. Non già per l’incuria dei giardinieri o degli spazzini, ma per l’esercito di barboni, rom, drogati che ne fanno abituale ritrovo.
«Dopo decine di segnalazioni alle autorità, lamentele, telefonate, noi residenti della zona non ne possiamo più» sbotta amareggiato Giuliano Pintus, fondatore del locale circolo di Forza Italia «The Global Village», da 23 anni portiere dello stabile al civico 263 di via Nomentana, che dà direttamente sulla storica Villa: «All’interno l’amministrazione comunale ha posto una serie di cartelli che indicano quello che non è permesso fare, per evitare che il verde e i vialetti si degradino. Non giocare a pallone, non portare i cani senza guinzaglio...» elenca Pintus sulla punta delle dita.
Purtroppo le cose vanno al contrario. Cani piccoli e grandi - alani e grossi pittbull compresi - scorrazzano liberi e felici, increduli di tanta fortuna, senza guinzaglio, senza museruola, senza freni. Fanno i bisogni dappertutto, meta preferita le panchine del parco. Poi inevitabilmente da cosa nasce cosa. Non sono rare le zuffe nella polvere fra maschi adulti. I cani di piccola taglia hanno paura di quelli più aggressivi, i bambini di andare a giocare in quella sorta di arena non ne vogliono più sapere. «Questa situazione va avanti dalla fine dei lavori di ristrutturazione - lamenta Pintus -. Sarebbe necessaria la presenza di una persona autorizzata a controllare la villa. Veltroni si è lamentato dei romani, accusandoli di non avere senso del decoro civico. Così sarebbe il caso di mettere qualcuno a tenere in ordine il parco, perché «quando si fanno delle cose belle, bisogna anche saperle conservare, per evitare di sciupare i soldi spesi». Ma a proposito, quanti soldi erano stati spesi da Veltroni? «Un’enormità - continua - considerando le piccole dimensioni della Villa. Inizialmente erano stati stanziati 1.084.559,49 euro (delibera del 27 gennaio 2001). Poi, per realizzare appunto la cancellata di recinzione, alla vigilia dei lavori la somma era stata quasi raddoppiata e portata a 1.764.700,74 euro (delibera del 29 gennaio 2002). Infine, nel 2003 l’inaugurazione». E oggi? «Problema dei cani a parte, la fontana del parco è usata dai barboni - dice Pintus - e dai rom. Le inferriate della cancellata sono usate come stenditoio per il bucato. Il ninfeo è diventato una latrina per gli sbandati ...».
La fontana è storica. Era stata donata ai romani nel ’600 da Papa Clemente VIII perché potessero dissetarsi. La gestione della villa ricade oggi sul Comune di Roma. Fino a 4 anni fa Villa Paganini non aveva inferriate, la notte era terra di nessuno. Per questo motivo si è deciso di recintarla e di chiuderla al tramonto. L’area ludica, però, ha una cancellata più bassa e di notte si passa senza problema.