Villa Pallavicini adottata dalla Pro Loco

Fabrizio Graffione

La parola d'ordine dell'assessore comunale Luca Dallorto è riportare agli antichi fasti Villa Pallavicini a Pegli. In sostanza palazzo Tursi punta alla valorizzazione dello splendido manufatto architettonico e dell'invidiabile orto botanico nel ponente cittadino. Una perla genovese alla quale erano interessati anche il Fai e perfino l'Unesco ma che, a causa del ritiro dal progetto di questi grandi enti, è rimasto nelle mani degli amministratori locali. Ieri mattina l'assessore Dallorto ha presentato la convenzione, quindi, con l'associazione Pro Loco pegliese nell'ambito del piano comunale di adozione e affidamento del verde cittadino ai genovesi. Ha annunciato, inoltre, che sono in arrivo 4 milioni di euro per il restauro dell'orto botanico e dei giardini, frutto dei 17 milioni e mezzo di euro residui delle colombiane che Genova deve ancora ricevere dallo Stato. Il resto sarà equamente diviso con altri importanti polmoni verdi genovesi come quello dei parchi di Nervi, dell'Acquasola e altri.
«Nel 1992 - spiegano Dallorto e i responsabili della pro loco pegliese - l'afflusso turistico a Villa Pallavicini era consistente, fino a 25mila ingressi all'anno. Ci lavoravano anche 400 giardinieri. Poi il declino. L'anno scorso abbiamo registrato soltanto 7500 visitatori. Teniamo conto, tuttavia, che, a causa delle scarse risorse, a Pegli lavorano soltanto ottanta giardinieri. Alcuni mesi fa il sindaco Beppe Pericu ha ricevuto dal Fai una lettera in cui si ritirava dal progetto di gestione e rivalorizzazione del sito. Quindi abbiamo avviato, come per altre ville pubbliche genovesi, il progetto di adozione e affidamento, individuando la pro loco pegliese come soggetto locale in grado di, attraverso volontari, dare una mano al comune e coinvolgere sul territorio i genovesi per mantenere in buono stato di conservazione il loro patrimonio verde».
In sostanza la villa rimane sotto alla supervisione del Comune che gestisce i giardinieri, ma altre attività che riguardano la promozione turistica, la gestione della biglietteria, con gli incassi comunque a favore di Tursi, l'accoglienza dei visitatori, le iniziative e manifestazioni per la valorizzazione della struttura, i rapporti con i tour operator, sono di competenza della pro loco pegliese. I due dipendenti di Aster che si occupavano della biglietteria, quindi, tornano a fare i giardinieri. Il Comune, poi, garantisce l'uso della palazzina dove si trova l'ingresso, alla pro loco che utilizza anche otto giovani del servizio civile nazionale. Con cadenza semestrale i gestori devono riferire all'assessorato comunale una relazione per la condivisione degli obiettivi e l'eventuale aggiornamento dei progetti di promozione. L'assessore Dallorto lancia anche un appello ai genovesi perchè si occupino di Villa Pallavicini e annuncia il reinvestimento dei guadagni.
«Chi vuole contribuire a valorizzare Villa Pallavicini - continua Dallorto - basta che si rivolga alla Pro Loco nelle sedi di Pegli telefonando ai numeri 010666854 e 010661330 e collegandosi al sito www.genovapegli.com per avere ulteriori informazioni. Ovviamente i guadagni sugli incassi dei biglietti, che costano 3,5 euro a cranio, prezzo invariato da cinque anni, saranno acquisiti dal Comune e reinvestiti totalmente per la valorizzazione della villa. I volontari della Pro Loco hanno, il mese scorso, realizzato una mappatura del percorso, dei manufatti e delle piante dell'orto botanico. Nei prossimi mesi puntiamo ad aumentare lo spazio fruibile e speriamo che anche le grotte, se arrivano i fondi necessari, possano essere aperte al pubblico genovese e ai turisti. Compito della Pro Loco è comunque anche quello di mantenere e sviluppare rapporti sinergici con il museo di archeologia ligure e con altri contenitori culturali e museali pegliesi e cittadini».