Un Villa real: la Spagna vola

Rischiava di non giocare contro la Russia, colpa di uno scontro in allenamento con Puyol. David Villa diventa invece il protagonista con un debutto regale e non solo perché in tribuna al Tivoli Neu Stadion di Innsbruck ci sono il principe di Spagna Felipe con la consorte Letizia. Il «guaje» (piccolo garzone, soprannome affibiatogli da giovane) segna una tripletta - l’ottava dell’Europeo - che lo pone in vetta alla classifica cannonieri e nella top ten dei bomber iberici (superati Santillana e Luis Suarez) e gli permette di eguagliare Alfonso, tre gol nel torneo anche se tra il 1996 e il 2000. Una curiosità: il tedesco Allofs nell’80 e l’olandese Van Basten nell’84 esordirono con una tripletta, conquistando poi il trofeo.
Le Furie rosse possono così sperare: mai una vittoria così larga nella competizione e per una volta crollano tutti i luoghi comuni sull’eterna incompiuta. Quella di Aragones è una squadra pratica, concreta, talmente ricca di alternative da nascondere qualche imperfezione che gli avversari non sfruttano. E dopo la prova con la Russia, il ct spagnolo non dovrà forse più rispondere dell’esclusione di Raul.
Ti aspetti Fernando Torres, spunta l’attaccante del Valencia. Il papà minatore ha sempre assecondato la passione per il calcio di David, anche quando per i pessimi risultati scolastici gli insegnanti consigliarono di punire il ragazzo sottraendogli il pallone. Il suo fisico minuto faceva dubitare qualche tecnico sul fatto che potesse sfondare come attaccante, ma la costante doppia cifra realizzativa ha fatto cadere tutte le perplessità. Ieri Villa ha affossato la Russia con un micidiale uno-due nel primo tempo, poi - dopo aver ubriacato Shirokov in occasione del terzo gol - è andato ad abbracciare in panchina Torres, sostituito dopo 55’.
Il ct russo Hiddink, che beffò la Spagna con la Sud Corea ai mondiali del 2002 grazie anche a netti favori arbitrali, non poteva chiedere molto ai suoi giovani. Sorride amaramente quando Pavlyuchenko, a 4’ dalla fine, segna di testa il gol della bandiera. Forse avrà pensato a quello che è mancato, uno spunto di qualità o un po’ di fortuna sul palo colpito sullo 0-1 da Zyryanov, per riaprire una sfida che Villa ha trasformato nella sua serata da sogno prima che Fabregas chiudesse la festa. Mettendo i titoli di coda a una partita quasi perfetta. La Spagna c’è e vuol dire la sua.