Villa Torlonia, odissea nel degrado In alto mare il restauro del Teatro

I primi spettacoli erano annunciati per il 2002, ma il teatro di Villa Torlonia è ancora circondato da una rete da pollaio con i segnali di pericolo, le centinaia di vetrate infrante e le finestre ormai marce, mentre nella serra piante ed erbe infestanti sono alte quasi due piani. La Serra Moresca scompare sotto i rovi, retta da ponteggi arrugginiti. Eppure i soldi - 12 milioni e mezzo di euro, di cui due della «Pirelli Cultura spa» - sono pronti da anni. Ma i restauri del Teatro principesco e della Serra Moresca non sono mai partiti. Oltre a queste due monumentali strutture, a Villa Torlonia sono fatiscenti le «false rovine», il Tempio di Saturno, l’Uccelliera e i padiglioni del campo del Campo delle Armi.
«Nonostante le recenti ristrutturazioni che stanno permettendo di aprire al pubblico nuove parti della villa, alcuni edifici versano tuttora in una condizione di pericoloso degrado», si legge su Wikipedia, la libera enciclopedia di internet, a proposito dell’ex dimora di Benito Mussolini. Proprio nel cuore del celebre parco storico l’ottocentesco teatro degrada a vista d’occhio, col rischio di rendere inutili i restauri degli affreschi e dei fregi all’interno. Il restauro del Teatro principesco, deciso dalla giunta comunale, sarebbe dovuto partire, con procedura d’urgenza, già all’inizio del 2001. La Pirelli, che ha vinto il bando pubblico del Comune per la gestione di sei anni della struttura, destinata a spettacoli leggeri e musica da camera, era pronta a sponsorizzare i lavori con 4 miliardi di vecchie lire. Gli interventi principali avrebbero dovuto riguardare in primo luogo l’ impermeabilizzazione e il restauro delle coperture - per salvaguardare i numerosi e preziosi affreschi e le decorazioni - oltre alla realizzazione degli impianti elettrici e di climatizzazione. Ma non succede nulla.
Due anni dopo il progetto di rifacimento dell’edificio del principe Alessandro (sede del comando alleato dal 1944 al 1947) torna in giunta, mediante l’assessore ai lavori pubblici Giancarlo D’Alessandro, e viene approvato nel 2003. I fondi di Roma Capitale e della Pirelli sono disponibili da anni, ma gli uffici comunali non danno il via ai lavori e gli unici interventi a partire sono quelli del recupero delle decorazioni dei cicli pittorici neorinascimentali finanziati dalla Pirelli.
Nel gennaio di quest’anno, finalmente, arriva il parere favorevole delle commissioni comunali. Sono pronti cinque milioni e mezzo di euro di soldi pubblici e due e mezzo della Pirelli. Finalmente a metà febbraio dovrebbero alzarsi i ponteggi attorno al principesco teatro. Ma non succede nulla. E i primi spettacoli, annunciati per l’anno prossimo, slitteranno almeno al 2009. Restano sommerse dai rovi anche la Torre e la Serra Moresca. L’appalto per il restauro di questi edifici - che nel 1993, provocarono a causa del loro degrado la morte di una bambina di 9 anni, che restò uccisa per il crollo di una trave su cui si era arrampicata -, partito nell’aprile del 2005 era di 3, 4 milioni e la durata prevista dei lavori di 450 giorni. Ora il costo è lievitato a più di 4 milioni di euro e la durata dei lavori non è ancora nota. Ma è da escludere che questi edifici arabeggianti vengano riaperti in tempo, come vorrebbe Veltroni, per festeggiare il trentennale dell’apertura (rivelatasi nefasta) pubblica della villa, nel 1978.
Nessun progetto, purtroppo, per il recupero di altre strutture sparse per il parco storico. Recintati con segnali di pericolo sbiaditi dal tempo, il cadente rudere del Ninfeo dei Falsi ruderi e, soprattutto, l’ottocentesco Tempio di Saturno. Alle spalle, arrugginita e ammaccata, è vuota dal 1931 l’uccelliera dove venne ospitato l’avvoltoio delle Ande regalato al Duce dagli Italiani del Sud America e poi finito al Bioparco, dove è morto ultraottantenne.