A Villa Troili la situazione igienico-sanitaria è grave

Rita Smordoni

Un grosso cimitero di auto rubate scoperto una settimana fa alle spalle del campo. Indagine dei carabinieri sull’importazione illegale di polli dalla Romania. Richiesta della Asl RmD al Comune di sgomberare immediatamente l’insediamento per gravi carenze igienico-sanitarie. Sulla situazione esplosiva del campo nomadi di Villa Troili, alla Pisana, per giovedì è attesa una decisione dal Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza. Sia i residenti che la Asl RmD chiedono lo sgombero. Il prefetto Achille Serra deve ancora stabilire dove trasferire i rom, ci vorrà tempo. L’accampamento, però, dopo il summit in prefettura, dovrebbe essere finalmente controllato dalle forze dell’ordine 24 ore su 24. In altre parole verrebbe effettuato per la prima volta il censimento di chi si trova oggi nel campo, cosa che il Comune non ha mai fatto, ed allontanati i 2-300 nomadi ed extracomunitari che nel tempo si sono aggregati di nascosto all’insediamento. In tutta la zona, fra Bravetta e Pisana i furti si sono moltiplicati con l’espansione a macchia d’olio dell’accampamento. Di recente è stato scoperto un vero e proprio cimitero di auto rubate alle spalle del campo. Alcune incenerite, altre smontate o distrutte per impedirne l’identificazione. «Com’è possibile che le automobili siano arrivate in un luogo dov’è possibile accedere solo passando fra i rom? - accusa il consigliere di An Fabrizio Santori - Nonostante il Comune paghi circa 7mila euro al mese un’associazione di volontariato per vigilare sull’insediamento, a Villa Troili non esiste alcun controllo». Ai furti d’auto si aggiunge la paura di infezioni aviarie dopo la segnalazione nel campo di un allevamento abusivo di polli e anatre provenienti dalla Romania. Un sopralluogo del Nas ha portato alla scoperta di molte gabbie vuote, le indagini sono in corso. Il 7 ottobre, però, dopo un altro sopralluogo, il Dipartimento d’igiene e sanità pubblica della Asl RmD ha sollecitato il sindaco a emettere un’ordinanza di «sgombero immediato di tutti gli occupanti del campo di Villa Troili per scongiurare possibili casi di malattie infettive», viste le gravi condizioni igienico-sanitarie riscontrate.
L’accampamento è sorto nell’agosto 2001, quando il prefetto Romano, trasferì la comunità di 156 rom di Tor Carbone nell’ex caserma Bellosguardo di via di Villa Troili. In seguito l’assessorato alle politiche sociali del Comune ha costruito sull’area un campo attrezzato, con container, pavimentazione, strutture fognarie, impianti elettrici e idrici. Oggi, però, i nomadi nella struttura sono diventati 250, come segnala la Asl RmD. All’esterno è sorta una baraccopoli con altre 150 persone. E nei paraggi c’è l’altro campo rom di via Aldobrandeschi. Santori, su sollecitazione del senatore Giuseppe Consolo, An, si è recato la settimana scorsa dal prefetto: «Gli abbiamo rappresentato le reali istanze del quartiere. Villa Troili è un luogo sconosciuto alle forze dell’ordine. Il Comune finora ha pagato 42mila euro le associazioni di volontariato, altri 18mila euro li ha versati a giugno all’Opera Nomadi per organizzare un centro estivo. Senza dimenticare gli ingenti finanziamenti per la scolarizzazione dei bambini. Ma nessuno sa veramente chi c’è in quel campo».