Villa Verde, un quartiere senza

Nessun cinema né palestre. Ma nemmeno scuole, biblioteche, centri commerciali, parchi pubblici o piazze di ritrovo. A Villa Verde, nell’VIII Municipio, quartiere di tremila abitanti a Sud di Tor Vergata, manca tutto. Tanto che i bambini sono costretti a emigrare nelle zone limitrofe per adempiere al loro obbligo di studenti. Ogni giorno alcuni pullman li vengono a prendere per accompagnarli a Villaggio Breda o a Fontana Candida, zone in cui le scuole ci sono. Più volte i cittadini della zona hanno inviato veri e propri «sos» al Comune e al Municipio, anche per quanto riguarda il problema del traffico. L’ultima petizione popolare risale al 3 febbraio. Nella lettera spedita agli assessorati capitolini competenti e all’VIII municipio, il comitato di quartiere e la cittadinanza di Villa Verde esprimono «preoccupazione rispetto alla eventualità di una cementificazione edilizia che nel prossimo futuro potrebbe soffocare definitivamente la nostra zona». «Secondo il nuovo piano urbanistico - spiega Lucia Ceci, presidente del Comitato di quartiere - sulle zone a ridosso di via del Torraccio, via Gagliano del Capo e via delle due Torri, già appesantite da un traffico sempre più sostenuto e dalla mancanza di marciapiedi, verrebbero a gravare altri 600mila metri cubi di nuove costruzioni, con un conseguente aumento demografico esponenziale». Secondo Ceci, «tutto ciò rischia di fare esplodere il problema traffico e di trasformare la nostra zona in un “quartiere-autostrada”, annullando o rendendo pericolosa la viabilità pedonale». «Il quartiere di Villa Verde - continua la presidente del comitato di quartiere - oltre a essere privo di servizi e ad avere una densità abitativa consistente, rientra tra le zone da riqualificare e il previsto intervento sarebbe viceversa una condanna definitiva che farebbe cessare tutte le nostre speranze riguardo la vivibilità della zona». Alla luce di tutto questo, i cittadini di Villa Verde chiedono, in particolare all’assessore capitolino all’Urbanistica, Roberto Morassut e al Municipio VIII, di intervenire per ipotizzare soluzioni alternative, affinché il quartiere non sia soffocato solo da traffico e cemento, ma vi siano inseriti soprattutto servizi. Vi è, inoltre, il problema della totale assenza, in quella zona, di giardini pubblici e di piazze, che possano fungere da punti di ritrovo, di gioco, di socializzazione all’aria aperta non solo per bambini, ma anche per le persone anziane. «L’unica area verde del quartiere, che si trova alla fine di via delle due Torri - denuncia Ceci - versa attualmente in uno stato di degrado». Dopo tante proteste, qualcosa sembrava essersi mosso. «Il Municipio, assieme agli assessori all’Urbanistica e all’Ambiente, Morassut e Dario Esposito, che è venuto all’inizio di febbraio a verificare lo stato in cui si trova la zona - dice Ceci - hanno manifestato la loro attenzione e disponibilità, che però non si sono tradotti in atteggiamenti concreti». «Esposito durante l’incontro ci ha detto che verificherà la possibilità di costruire un parco di circa sette ettari, che possa diventare un punto di ritrovo per i cittadini - conclude la presidente del comitato di quartiere - ma da allora non abbiamo saputo più niente».