Un villaggio particolare: la provocazione è di casa

Giovedì prossimo apre i battenti la nuova stagione del «Gay Village», intanto An oscura la pubblicità

Le provocazioni ci sono tutte, fin troppe. A cominciare dalla pubblicità che ritrae due orsetti dalla coccarda in bella vista con la scritta «pornostar». Una campagna etichettata come «vergognosa» dal capodelegazione di An al Parlamento europeo Roberta Angelilli, e dal consigliere comunale di An a Roma, Luca Malcotti che ieri hanno coperto parte dei cartelloni sparsi in città.
«Gli organizzatori avevano promesso un’immediata rimozione delle pubblicità del Gay village con tanto di scuse - hanno dichiarato i due esponenti di An -. Peccato che oggi, a distanza di una settimana, i manifesti siano ancora ovunque. In particolare sono ben visibili nelle strade d’accesso a villa Borghese e intorno al Bioparco, luoghi per eccellenza frequentati dai più piccoli, alla faccia dei diritti dei minori. Infine, vale la pena ricordare che questi stessi manifesti sono sponsorizzati anche dal Comune di Roma. Inoltreremo una diffida al sindaco Veltroni per ordinare l’immediata rimozione dei manifesti e presenteremo alle Autorità competenti una denuncia-querela agli organizzatori responsabili per il contenuto palesemente offensivo rispetto ai diritti dei minori».
La manifestazione ha il sostegno del Comune di Roma, anche se Imma Battaglia, presidente dell’associazione e madrina del festival, tiene a precisare che il finanziamento è di «50mila euro netti, a fronte di un milione 400mila euro di spese per l’intero evento». «E chi volesse polemizzare con la durata del Gay village sappia che il luogo che occupiamo è privato, e paghiamo un affitto caro, dando peraltro lavoro a 350 persone a stagione, in regola e con contributi».
Sovvenzioni a parte, il cartellone si annuncia articolato tra teatro, cinema, concerti, animazione, musica house e disco di livello internazionale, incontri con i protagonisti del cinema Glbt (Gay, lesbo, bisex, trans), iniziative di solidarietà, area fitness, il tutto accompagnato da servizi di ristorazione di ogni tipo (cucina italiana, indiana, sushi, salutista).
Novità di quest’anno, l’ingresso gratuito per l’happy hour dalle 20 alle 21.30 e, per chi vuole mantenersi in forma pedalando a ritmo di musica, il «discospinning» anticipato alle 20.
Il grande schermo del Gay village proietterà il meglio dei film presentati ai festival italiani di cinematografia omosessuale (Bologna, Torino, Milano). Il 1° luglio interverrà il regista André Schäfer all’anteprima del documentario «Here’s looking at you, boy», tra le rivelazioni del festival di Berlino; altrettanta attesa, poi, è anche per chi chiuderà la rassegna, il 26 agosto: Ferzan Ozpetek con la sua ultima fatica «Saturno contro». Si potranno inoltre vedere film quali l’opera prima Soap del danese Pernille Christensen e XXY di Lucia Puenzo, miglior film nella sezione Settimana della critica e del Prix Jeunesse a Cannes.
Per il teatro, spiccano i nomi di Alessandro Fullin, che partecipa alla Biennale teatro, e Clelia Sedda («Gengis Kahn ovvero il problema del tartaro», 29 giugno) e di Vladimir Luxuria nella doppia veste di parlamentare e artista («La musica è il mio genere», 4 agosto).
«Gay Village», Parco delle Cascate, via Cristoforo Colombo. Dal 28 giugno al 2 settembre dal giovedì alla domenica. Ore 20-21.30 ingresso gratuito; dalle 21.30 giovedì e domenica biglietto 6 euro, venerdì e sabato 12 euro.