Il villaggio solidale a Lucernate irrita i cittadini: «Soldi sprecati»

A parte il mega-accampamento di via Monte Bisbino, a cavallo fra Baranzate e Milano, nell’area nord ovest dell’hinterland milanese sono pochi i veri campi nomadi esistenti. Qualche figlio del vento, come accaduto a Corbetta, ha anche provato ad incrementare questo numero realizzando costruzioni abusive. Ma il sindaco, con decisione, ha lasciato il passo alle ruspe. A Rho invece, il primo cittadino Paola Pessina si gioca la rielezione proprio sul problema zingari. Caparbiamente infatti ha deciso di realizzare un «villaggio solidale», nella frazione Lucernate, capace di dare ospitalità a un centinaio di rom da anni insediatisi con famiglie, roulottes e chalet abusivi che nessuno ha mai fatto demolire. L’intervento ipotizzato in via Sesia, dalla giunta di sinistra che guida la città, costerà 665mila euro. Quattrini che il sindaco aveva sempre promesso sarebbero arrivati in buona parte dal Pirellone, vista l’indisponibilità delle casse comunali. Invece la Regione Lombardia ha destinato i fondi altrove. «Così non solo li dobbiamo tollerare, accettare le loro angherie, subire i furti, ma anche pagare l’accampamento attrezzato e i servizi con i soldi dei contribuenti», si lamentano i cittadini di Lucernate, che hanno promesso il benservito alla giunta in carica, al momento del voto. I rhodensi non vedono di buon occhio la presenza dei nomadi. Nelle periferie periodicamente si formano accampamenti che stazionano indisturbati per mesi. «Un bel biglietto da visita per la città che ospita la Fiera», sottolineano alcuni industriali.