Villapizzone, un deserto con 1300 abitanti

I residenti: «Ci avevano promesso una chiesa e una linea di tram»

(...) che, insieme ad altre cooperative, ha realizzato questo progetto di riqualificazione urbana di quest’area nel quartiere di Villapizzone, a ridosso di Quarto Oggiaro. Un altro, invece, è consegnare le costose abitazioni agli acquirenti e poi non realizzare tutte le altre strutture che erano parte integrante del progetto e che creano i presupposti per viverci. Strutture necessarie, fondamentali, attese dai residenti da tre anni a questa parte: non ci sono mezzi pubblici, l’unico negozio di alimentari è l’Esselunga di piazza Eritrea che si trova a oltre 10 minuti di cammino (una scomodità incredibile per gli anziani), non c’è una farmacia, un’edicola, manca la segnaletica stradale di base (le strisce pedonali, fatte l’anno scorso, non si vedono quasi più e i parcheggi a raso sono inesistenti), la pista ciclabile è già in pessime condizioni e s’interrompe, inspiegabilmente, in più punti. C’è solo una piazza con due fontane che funzionano a intermittenza, un paio di bar, un veterinario, un parrucchiere, una videoteca. Tutto intorno, al pianterreno delle palazzine, file di serrande di negozi chiusi. «Tutti venduti» ha risposto Euromilano a chi voleva acquistare. «Ma perchè non aprono allora?» si chiede una mamma con due bimbi.
Sì, l’isolamento da queste parti si percepisce a pelle. Soprattutto in considerazione del fatto che a collegare l’intera struttura con l’adiacente via De Pisis (e, quindi, con il resto di Milano) non c’è una strada o un percorso, ma solo un lotto di terreno lungo 800 metri e largo 100 invaso dalle sterpaglie e completamente impraticabile.
«Anche i carabinieri, qualche sera fa, intervenuti per un tentato furto, hanno avuto le loro difficoltà a trovare la via Perini, arteria principale del complesso: sullo stradario, infatti, la strada non esiste, anche con il navigatore satellitare è impossibile trovarla» spiega, allargando le braccia il portavoce dei disagi di questa gente, il presidente della commissione Servizi Sociali, Famiglia e Politiche per la casa di zona 8 Nicolò Mardegan (An).
«Tre anni fa, quando siamo entrati nel nostro appartamento, il progetto di Euromilano prevedeva anche una caserma dei carabinieri, una chiesa, un parco di 200mila metri quadrati e, addirittura, un anfiteatro e la metrotramvia! - ci fa notare la signora Anna Zanderigo, in causa con Euromilano come molti altri residenti - Solo il parco è stato realizzato. Vede? È curato, dotato di giochi per bambini. Ma è ancora chiuso al pubblico da quella cancellata in ferro dove le entrate abusive, ormai, si sprecano, molti alberi sono già morti. È un posto che attira solo degrado».
«Abbiamo fatto partire le cause contro Euromilano perchè non ci ascoltano, non ci ricevono, non comunicano con noi, anche quando facciamo notare che le abitazioni sono state costruite male, che l’acqua entra dai serramenti non coibentati quando piove. Gli stessi vigili del fuoco, qualche settimana fa, ci hanno assicurato che abitazioni così recenti non possono avere impianti antincendio di così vecchia concezione. - spiega Matteo De Canal, 29 anni, residente in via Perini 22, al centro del complesso residenziale e a due passi dalla sede di Euromilano, una palazzina con il prato all’inglese in via De Pisis - È questo che ci indispettisce più di tutto: ci sono sempre problemi nei complessi abitativi. Ma perchè Euromilano non ce ne parla, non ci comunica i ritardi sulla realizzazione dei progetti promessi, non ci coinvolge, insomma? Basterebbe un po’ di comunicazione...Invece ci ignorano».