Il Viminale aumenta l’allerta «Gli attacchi attesi da mesi»

Pisanu al Senato: «Non lasceremo nulla d’intentato». Il comitato antiterrorismo in seduta permanente

da Roma

Non è esattamente un «allarme rosso» né, a quanto pare, esistono segnali che debbano far temere. Ma ad ogni buon conto Giuseppe Pisanu - sentito telefonicamente Berlusconi - dispone che il Comitato d’analisi strategica antiterrorismo (Casa) si riunisca in permanenza dopo i fatti di Londra. E lo comunica al Senato, facendo tra l’altro sapere che nel pomeriggio di ieri si sarebbe poi incontrato a Palazzo Chigi con i colleghi degli Esteri e della Difesa assieme a Gianni Letta e ai vertici di forze dell’ordine e della sicurezza, mentre per quest’oggi è programmata una riunione del comitato per la sicurezza e l’ordine pubblico.
«Non lasceremo nulla di intentato per garantire la sicurezza nazionale», la parola d’ordine che il ministro dell’Interno ha proposto al Senato ieri pomeriggio, subito dopo che le notizie da Londra erano giunte a palazzo. Segnalazioni, voci, sospetti precisi che riguardino l’Italia - stando a quel che si è captato al Viminale - non ce ne sarebbero, al di là delle rivendicazioni islamiche diramate nella capitale inglese, ma va da sé che le misure di prevenzione siano state fatte scattare lo stesso al massimo livello. «C’è consapevolezza - ha del resto osservato Pisanu - del fatto che la minaccia terroristica sia tornata a manifestarsi in Europa».
Il secco intervento del ministro dell’Interno, poche ore dopo le esplosioni di Londra, è stato comunque centrato soprattutto su quelle che erano le notizie provenienti dalla Gran Bretagna con particolare riguardo ai nostri connazionali che risiedono là o vi sono in questi giorni per affari o turismo. Funereo il primo bilancio «ancora provvisorio» come ha tenuto a rimarcare Pisanu: «Quaranta morti accertati finora e novanta feriti» a causa delle sei esplosioni, di cui un paio si dovrebbero però a guasti elettrici conseguenti agli attentati. Da «escludere» un risveglio dell’Ira, l’organizzazione armata irlandese, mentre tutto sembra portare invece «a un’azione terroristica internazionale» dato che non è sfuggita a nessuno la coincidenza col via al G8 di Gleneagles. Non nomina il terrorismo islamico Pisanu. Non fa cenno alla rivendicazione passata via Internet in attesa probabilmente che gli esperti ne verifichino l’autenticità.
Ma tra le righe traspare che è in quella direzione che occorre guardare, visto che si rileva come l’Italia da tempo tenga «la guardia alta» sulle potenziali minacce terroristiche: «Da dopo l’11 settembre - ricorda Pisanu - e poi a seguito della tragedia di Nassiriya». Anzi, tiene a puntualizzare che proprio «negli ultimi mesi le attività di vigilanza e di intelligence» sono state incrementate in relazione al profilarsi di nuove minacce contro obiettivi europei. E che giusto da ieri mattina, dopo le esplosioni di Londra, «sono state adottate ulteriori, necessarie misure». Quali, naturalmente, non lo dice. Fa solo cenno ad «obiettivi sensibili» tra cui pone anche quelli ricollegabili in Italia alla Gran Bretagna. E fa sapere nell’aula di palazzo Madama che gli italiani in questo momento a Londra sono quasi 200mila: 115mila residenti più altri 60mila turisti, come risulterebbe dai registri di tour operator e soprattutto dalle analisi compiute dalle aziende di telefonia mobile. Informa che l’unità di crisi della Farnesina si sta attivando per verificare l’eventuale coinvolgimento di nostri connazionali negli attentati di ieri. Ma è alla penisola che il Viminale rivolge in queste ore tutta la sua attenzione. Con l’assicurazione che non si lascerà nulla, ma proprio nulla di intentato per far fronte ad ogni eventualità.