Vinai, il «tessitore» che sfugge le luci della ribalta

Quelli che lo conoscono a fondo sanno benissimo cos’ha combinato, con passione e discrezione, senza prevaricare, accanto al suo mentore Claudio Scajola, per sistemare al meglio gli elenchi dei candidati del Popolo della libertà in Liguria e non solo. Ma è altrettanto vero che lui, Pierluigi Vinai - genovese quarantenne, due lauree, una passione per gli studi storici dopo quella per la moglie e i quattro figli - non fa niente per mettersi sotto i riflettori, per coltivare la scena, per promuovere la propria immagine anche a livello mediatico. Neanche con i fotografi. Di lui, anche a cercarle col lanternino, si trovano in circolazione solo poche istantanee, difficilmente una posa, e praticamente tutte con lo stesso sfondo: un gruppo di giovani, i partecipanti alla «Festa» annuale che si svolge da tre anni appena in Liguria ed è già diventata un evento nazionale. Se ne occupa, Vinai, come vicepresidente della Fondazione Carige, ma soprattutto come interprete convinto ed entusiasta di un’idea che si è trasformata in strategia: le giovani generazioni sono risorsa da frequentare e ascoltare prima ancora che indirizzare (e in questo caso, se mai, prima con l’esempio e dopo col dialogo e il coinvolgimento).
Poca filosofia, quella essenziale, dunque, e molta sostanza. E volontà. E impegno. E fatica intellettuale (qualche volta anche fisica) a profusione. Sono le linee-guida che Vinai applica dappertutto, nelle multiformi attività in cui si lancia a capofitto. Si comporta così, tanto per dire, nell’attività di consulenza del lavoro e aziendale, ma si comporta allo stesso modo anche alla scrivania di vertice e responsabilità nella Fondazione Carige, alla presidenza del Comitato di Gestione del Fondo speciale per il volontariato in Liguria, come uomo di punta dell’Opus Dei genovese e al timone della Sspal, la Scuola superiore di pubblica amministrazione locale. Oppure, quando si mette alla tastiera del pc per condensare studi e ricerche e trasferirle nei libri: è il caso di «Storia e mistero del Sacro Graal» che, sottolinea un’authority in materia come Franco Cardini, «se non risolve l’enigma, di certo costituisce una buona, attendibile guida per giungere alle pendici della montagna, là dove a ognuno non rimane che misurarsi con le proprie energie e capacità»).
Ecco, energie e capacità. Ce l’ha messe in gran copia, il Vinai, anche in campagna elettorale. Lo riconosce apertamente Michele Scandroglio, appena eletto deputato: «Non sono il solo a dover ringraziare Pierluigi - ammette il coordinatore regionale di Forza Italia -. È stato una figura chiave, nel panorama del Popolo della libertà, per la capacità di coniugare i mille aspetti del prima e del dopo delle elezioni, ed anche per la sua autentica, proficua attenzione verso alcune aree del disagio e del bisogno che nobilitano il suo agire in politica». Scandroglio ci tiene a sottolineare ancora «la presenza costante, il contributo straordinario» di Vinai nelle fasi più delicate e complesse della campagna che ha portato a consensi tanto significativi in tutta la Liguria. Giudizio in linea quello espresso da Roberto Cassinelli, anch’egli neodeputato, che ha condiviso «gli ultimi quattro anni a stretto contatto con Pierluigi, figura fondamentale sul piano organizzativo, straordinario lavoratore di cui si deve apprezzare innanzi tutto l’equilibrio e la tenacia». Cassinelli, coordinatore cittadino degli azzurri, riconosce anche un’altra caratteristica: «Vinai, eccellente per l’elaborazione e l’organizzazione delle strategie politiche è uno di quelli che si sono dati sempre molto da fare in un settore spesso trascurato, il mondo del volontariato, dei servizi sociali, delle fasce deboli cui, da parte nostra, si dovrebbe dedicare costante attenzione e offrire risposte concrete». Ecco perché, nonostante il «basso profilo di immagine», mantenuto con intransigenza, Vinai non passa, come dire?, inosservato. Fotografi a parte, sono altri quelli che cominciano a «inquadrarlo». Anche oltre i confini della Liguria.