Vince chi è «senza peccato»: è il videogioco della Bibbia

Arriva dagli Stati Uniti la versione non violenta della Play Station

Elena Jemmallo

da Milano

Vince chi fa del bene, i nemici cadono in ginocchio solo per pregare e il premio finale è la salvezza eterna. Non sono le nuove regole del catechismo, ma quelle dei videogiochi ispirati alla Bibbia e che hanno già conquistato i teenager americani e che sono pronti per sbarcare in Italia. È presto per dire se venderanno quanto Lara Croft o se avranno il successo di Tomb Raider e Resident Evil, ma titoli come «Adventure in Odyssey» o «Bible Game» hanno già fatto abbondantemente parlare di sé. Sono solo alcuni dei giochi che fanno parte di un nuovo filone di videogiochi ispirati alla morale cristiana.
Protagonista di «Adventure in Odyssey», presentato dalla neonata casa di produzione Digital Praise, è un nonno che per discolparsi da una calunnia, decide di partire per l’Amazzonia alla ricerca del segreto degli Incas assieme ai due nipotini. Un viaggio pieno di pericoli in mezzo alal giungla e con alta probabilità di fare brutti incontri, il tipico cattivo armato fino ai denti. Lui invece può fare affidamento solo su fede, speranza e amore cristiano. Per vincere il gioco è necessario arrivare alla fine dell’avventura senza far male a nessuno. E in questo l’abilità col joystick serve a poco.
Ma alla Digital Praise sono molto ottimisti sulla possibilità di successo. Il mercato dei videogame vale oltre un miliardo di dollari l’anno e conquistarsene anche solo una fetta non è poco. I giochi ispirati alla religione non sono, in realtà nuovissimi. Già dagli anni Novanta circolava la versione biblica di «Chi vuol essere milionario» con quesiti sul Nuovo e Vecchio Testamento. Ma non mancano i giochi d’azione (senza violenza, ovviamente) come «Catechumen», dove un gruppo di bambini ha il compito di portare in salvo i cristiani dell’antica Roma dati in pasto alle belve nel Colosseo. Ci sono poi quelli più didattici, come «Charlie Church Mouse» dove un topolino spiega ai ragazzi le storie bibliche.
I seguaci del videogame religioso non mancano, come dimostra l’affluenza all’ultima conferenza mondiale degli «sviluppatori di giochi cristiani», che si è svolta a Portland, nell’Oregon. E come ogni vera tendenza, esiste anche il sito Internet dedicato, la «Christian Spotlight's Guide to Games», dove i videogiochi vengono recensiti per guidare i genitori nelle scelte.
Ma il vero e proprio boom dei videogiochi, si sa, è legato alle console. A questo ha pensato la Crave Entertainment, che a novembre lancierà sul mercato «Il gioco della Bibbia» per PlayStation 2 e GameBoy.