An vince la corsa alle liste: 100 donne su 283 nomi

E Gadolla attacca: «Ci sono talebani che credono ancora di guidare il partito anche se hanno perso il congresso»

Duecentottantatré firme. Già tutte autenticate. Alleanza nazionale è il primo partito ad aver completato le liste per le elezioni in Provincia, Comune e Municipalità. Ieri i notai hanno certificato anche le ultime «accettazioni» e ora il partito di Gianfranco Fini è il primo a partire con la raccolta firme per la presentazione delle liste. Tutto nonostante la non facile vigilia, visto che il congresso provinciale aveva consegnato un partito sostanzialmente diviso. Dopo l’incontro con Gianfranco Fini tutto è pronto. A partire dalle «quote rose», strarispettate da An che propone 100 candidate sui 283 nomi complessivi.
E Gianfranco Gadolla tiene a sottolineare il risultato ottenuto in pochi giorni di gestione della Federazione provinciale genovese. Anzi, già che c’è, mette bene in chiaro alcuni punti a proposito delle polemiche di queste settimane. «In un partito vige lo statuto, e questo statuto dice che i dirigenti sono quelli votati dal congresso - osserva -. In An ci sono focolai di talebani che pensano di essere ancora al governo del partito». Il riferimento puramente voluto è a Gianni Plinio, all’ex «provinciale» Alfio Barbagallo e al senatore Giorgio Bornacin, la cui corrente è uscita sconfitta dal congresso. Gadolla non fa sconti: «Non consentiremo a nessuno di svergognare la Federazione».
Che ci fosse un po’ di ruggine non era certo un mistero. E anche sulla presenza di Fini a Genova, Gadolla vuole precisare: «Ci sono stati due incontri, uno con me e Minasso in cui ha controfirmato tutte le scelte, eccezion fatta per quella di Alberto Paganini che ha preso il posto di Luigi Costa a Nervi. E ringrazio Fini per aver dato il merito alla Federazione senza bacchettare nessuno. Poi, al secondo hanno partecipato anche Bornacin e Plinio, cui è stato chiesto di collaborare e di superare le divisioni».
Accanto a Gadolla ci sono Franco Marenco, candidato consigliere provinciale per Albaro, il secondo e terzo capolista al Comune, Aldo Praticò e Giuseppe Murolo, il vicepresidente della Circoscrizione Medio Levante, Glauco Berrettoni. Tutti concordi nel puntare alla conquista di sei seggi in Provincia, grazie alla vittoria di Renata Oliveri e ad almeno 4 seggi al Comune. L’obiettivo è quello di andare a rosicchiare quanto più possibile anche il voto rimasto «orfano» di Sergio Castellaneta che ha deciso di non ricandidarsi: «Il suo elettorato è molto vicino alle nostre idee». Ma per Gadolla il risultato non è fatto di percentuali: «Intanto alle ultime comunali An aveva avuto il 5,9 per cento: terribile - chiosa -. L’obiettivo è quello di fare molto meglio. Facile, anche grazie al lavoro eroico svolto dai consiglieri uscenti, Gianni Bernabò Brea, Praticò e Murolo».