VINCE GILARDINO: VA AL MILAN PER 24 MILIONI

In serata accordo col Parma e firma di un contratto di cinque anni a 2,3 milioni di euro. L’attaccante: «Ho scelto la squadra più forte». Galliani: «Grazie a Silvio Berlusconi». L’alternativa era Ronaldo

Franco Ordine

Il Milan tiene duro e alla fine la spunta. Alberto Gilardino è suo, pagato il giusto, 24 milioni di euro versati in tre rate di 8 milioni ciascuna in altrettanti anni. E oggi può presentarlo in pompa magna nel collegio di Milanello che diventa l’ombelico del mondo per qualche ora. Il Parma-calcio e il commissario di Parmalat Enrico Bondi resistono fino alla soglia della rottura traumatica per tentare di strappare un milione di euro in più dall’acquirente ma poi cedono alla ragione e all’affare. «Cinquini (ds del Parma, ndr) via decidiamo, dentro o fuori»: l’invito di Adriano Galliani, pronunciato a voce alta e ascoltato anche da altri addetti ai lavori e presidenti, nei corridoi della Lega professionisti, è il via libera alla definizione del discusso negoziato. Arriva alle ore 17 e a quel punto le due delegazioni in processione, Braida e Cantamessa da una parte, Cinquini e Alberto Peroglio-Longhin, il nuovo amministratore delegato del Parma calcio dall’altra, si mettono in auto per trasferirsi in via Turati. C’è anche un gustoso episodio. A Cinquini si blocca l’auto, una Mercedes scintillante. Deve tornare indietro negli uffici della Lega per chiedere soccorso. Volti distesi, sorridenti: è la conferma più autorevole che il negoziato risulta sbloccato e può giungere al suo, naturale epilogo. Partito da lontano, molto lontano. Addirittura risale a gennaio l’accordo tra i procuratori del centravanti e il Milan: a Gilardino, in ossequio a quell’intesa, viene garantito un contratto quinquennale del valore economico di 2,3 milioni di euro netti a stagione, con qualche benefit legato non al numero dei gol da segnare ma ai successi da guadagnare, con la squadra rossonera. Alle 21.14 le agenzie battono le prime parole del neo-rossonero, strappate mentre entra nella sede di via Turati. Poi sale al terzo piano, si presenta nell’ufficio di Adriano Galliani per la prima stretta di mano ufficiale, quindi la telefonata con Milanello per il saluto a Carlo Ancelotti, l’allenatore. «I soldi spesi dal Milan erano 24 e quelli son rimasti, non abbiamo versato neanche un euro in più» è la frase secca di Adriano Galliani pronunciata sulle scale della Lega in via Rosellini. In discussione, tra Parma-calcio e gli agenti di Gilardino, le dimensioni della liquidazione da garantire al centravanti, 1,1 milioni di euro. Accordo raggiunto al cinquanta per cento: 550mila euro di sconto al Parma 550mila euro da versare al giocatore. Contento il Parma-calcio che porta a casa la cifra record dell’attuale calcio-mercato avendo a disposizione un solo acquirente: 24 milioni, sia pure in 3 anni, sono un bel prendere. Contento il Milan che riesce a centrare il suo obiettivo. Gilardino volle, fortissimamente volle e Gilardino arriva, sulla carrozza trainata dai cavalli bianchi, grazie all’assegno preparato da Silvio Berlusconi, convinto alla giusta causa anche da pressioni familiari (Pier Silvio, in prima linea). Galliani non ne fa un mistero: «Il presidente ha compiuto un grande, grande sforzo economico».
Entusiasta come un ragazzino dinanzi al suo primo scooter, Alberto Gilardino da Biella, classe 1982, centravanti col vizietto del gol, ideale spalla di Shevchenko. Davanti agli occhi la Champions league oltre che la Nazionale con l’appuntamento del mondiale. «È stata una trattativa lunga ed estenuante, ho scelto il Milan perchè è la società più forte in assoluto nel panorama europeo, qui ci sono grandi giocatori, è un palcoscenico fantastico, avrò le possibilità di giocarmi le mie carte» le sue prime parole da milanista.
Da oggi Gilardino può presentarsi a Milanello, partecipare al primo allenamento e partire per gli Usa, in compagnia di Vieri e Serginho che sono le uniche tre punte a disposizione di Ancelotti per il battesimo della nuova maglia che sarà presentata a New York. Sarà il debutto milanista per Gilardino. Che ha rischiato, per qualche ora, di perdere il Milan, almeno per un paio di anni. Già perchè Galliani e i suoi avevano già identificato la pista su cui andare in caso di rottura col Parma. Portava a Madrid. Da Ronaldo.