Vince la liquidità. Anche per il 2008

La seconda parte dell’anno ha ridato un po’ di ossigeno ai titoli governativi

da Milano

Doveva essere un altro anno favorevole agli investimenti azionari e così è stato, ma soltanto fino a giugno. Infatti a partire dal mese di luglio, la crisi dei mutui subprime americani (quelli erogati ai titolari di reddito meno abbienti) ha scatenato una tempesta sui mercati finanziari che, non solo ha bruciato i guadagni che erano stati accumulati nei primi sei mesi del 2007, ma ha anche portato in territorio negativo alcune delle Borse europee e, soprattutto il listino di Tokio e quelli di Wall Street (questi ultimi, però, considerando le variazioni in euro).
Sull’altro versante, quello obbligazionario, la seconda parte dell’anno ha ridato un po’ di ossigeno alle quotazioni dei titoli governativi permettendo ai bond dell’area euro di guadagnare intorno ai due punti percentuali.
Il risultato finale di tutti questi movimenti a livello azionario e su quello obbligazionario, vede paradossalmente vincente la categoria dei fondi di liquidità (più 2,66%) rinfrancati dal rialzo dei tassi a breve.
Subito dopo, i fondi obbligazionari (1,38%), quindi i flessibili (0,6%) e gli azionari. A proposito dei fondi azionari, però, c’è da dire che, mentre l’indice generale di categoria, che include tutti i prodotti che investono in Borsa, vede un arretramento medio dello 0,86%, non sono comunque mancate le soddisfazioni. A cominciare, per esempio, dai sottoscrittori dei fondi azionari dei Paesi emergenti il cui guadagno medio 2007 registra il 17,04%, per passare, a livello settoriale, a chi ha acquistato i fondi azionari energia e materie prime (più 11,62%): prodotti che hanno beneficiato di un anno eccezionale per le quotazioni in forte ascesa dei metalli preziosi e delle materie prime, sia energetiche che alimentari.
Per contro, però, sono in molti, tra i possessori di quote di fondi azionari, ad aver visto perdere valore al loro investimento nel corso del 2007. Ciò vale per coloro che detengono fondi azionari Pacifico (meno 1,03%), per chi ha sottoscrittori fondi azionari Europa (meno 1,35%) ma è vero soprattutto per i fondisti che si sono affidati al settore finanziario: l’indice di categoria segna infatti un impietoso meno 15,45% che riflette l’anno difficile che si è abbattuto su tutti i titoli del settore delle banche e di quello delle assicurazioni.
Ma un bilancio negativo lo ha subito pure chi possiede fondi azionari America e Italia. Nel primo caso, la perdita (meno 5,31%), è frutto della forte rivalutazione dell’euro sul dollaro che infatti ha perso il 10% circa da inizio anno nei confronti della valuta unica europea. Nel caso invece dei fondi azionari Italia (meno 5,89%), le ragioni vanno ricercate nella composizione dell'indice di Piazza Affari che, in misura ancora più rilevante di quanto già non avvenga per gli altri listini del Vecchio Continente, vede un peso esorbitante nei finanziari. Se poi a questo si aggiunge un anno non eccessivamente brillante nemmeno per Eni, Enel, Generali e Telecom Italia (cioè le altre quattro blue chips per capitalizzazione di Borsa al di fuori del settore finanziario), ci capisce il segno rosso dei fondi azionari Italia.
E per il 2008? In base alle previsioni degli esperti, l’azionario resta ancora preferito sull’obbligazionario ma con l’accorgimento di mantenere una buona quota in liquidità pronta sempre a essere investita durante le fasi di correzione dei mercati.