Vince la Marini, il suo intimo in passerella a Roma

Premiati gli stilisti italiani più promettenti: D’Amato, Pregnolato e la griffe «6267»

Anna Maria Greco

da Roma

E alla fine Valeriona l’ha spuntata: il suo intimo osé sfilerà come da calendario di AltaRoma venerdì pomeriggio al tempio di Adriano. La Marini ha puntato i piedi, ha protestato, minacciato, supplicato, ha fatto intervenire il suo Vittorio Cecchi Gori e alla fine, con la promessa di coprire con qualche giacca di pelliccia reggiseni e slip troppo audaci, di aggiungere piume in punti strategici e di aggiustare la performance da boudoir curata dal regista Luca Tomassini, velando ogni volgarità, è riuscita a evitare la cancellazione della sua presentazione della collezione «Seduzioni» dalla kermesse romana, che si è aperta ieri.
Alle 19,30 il presidente di AltaRoma Stefano Dominella entrava a palazzo Borghese per visionare le creazioni di Valeria e raccomandare gli aggiustamenti del caso. Ma prima ancora che il sopralluogo finisse, metteva fine ad un tira e molla durato 3 giorni, l’addetto stampa della Marini Gianni Galli, annunciando che la sfilata era stata promossa. «Sulla carta - spiega - la presentazione ispirata ad alcune scene di film come Eyes wide shut, con Tom Cruise e Nicole Kidman, devono essere sembrate troppo provocanti. Ma Dominella alla fine ci ha promossi. Valeria aveva già ricevuto l'invito del Gay pride a sfilare con loro. Carini no?».
Dopo il secondo ultimatum di Altaroma con la richiesta di modificare la performance troppo osé, la Marini aveva annunciato di non voler cambiare «una virgola» e di essere decisa, piuttosto, a sfilare fuori calendario. Ma poi un accordo si è trovato e vedremo la sua lingerie di string-gioiello e negligé a luci rosse.
Tutt’altra atmosfera alla sfilata d’apertura ieri sera a palazzo Valentini, con un raffinato Fausto Sarli che ha presentato abiti da sogno ispirati alla Belle Epoque, con tailleurs di lana bouclé dai colli-sciarpa, abiti da cocktail drappeggiati, cachemire avvolgenti e modelli da gran sera a sirena sfavillanti di ricami ispirati ai manifesti teatrali di Mucha e ai quadri di Klimt e completati da cappe drappeggiate a farfalla. A interpretare le muse dell’Art nouveau c’era un tris di top model, Maria Carla Boscono, Eva Riccobono, Beatrice Borromeo e giovanissime modelle come la bella diciannovenne romana Giorgia Giordani. Il maestro, però, alimenta la polemica sulla mancanza di big: «Peccato, non potersi confrontare a Roma con grandi come Valentino o Chanel».
Con il Gran Ballo d’apertura a Villa Giulia, sono stati festeggiati i 3 vincitori del concorso per nuovi talenti del design, «Who is On Next?», voluto da Alta Roma e Vogue Italia: Albino D'Amato, Carlo Alberto Pregnolato e la griffe «6267». Scelti tra i 9 finalisti selezionati su 300 partecipanti. avranno un premio in denaro per realizzare una collezione, un servizio fotografico su Vogue Italia, un supporto know-how per la ricerca di produttori o distributori e sfileranno a settembre a Milano nella settimana del prêt-à-porter. I finalisti hanno presentato ieri all'Auditorium mini-collezioni o video e parteciperanno ad un reality su Leonardo, la tv del Gruppo Sitcom visibile su Sky. Un nuovo concorso per giovani talenti, annuncia il viceministro per le Attività Produttive Adolfo Urso, sarà previsto dalla prossima finanziaria.
Ieri hanno sfilato all’Auditorium anche gli abiti a sirena e le gonne traforate al laser di Gianni Calignano e ha debuttato l’italo-portoghese Francisco Rosas, con il suo «prêt-à-porter d'autore». Colpo di scena per la stilista polacca Ewa Minge, che si è vista sequestrare abiti per 100mila euro per un debito con la Camera nazionale della moda. Ma oggi, annuncia, sfilerà lo stesso con una collezione ridotta, dedicata ai kimono.