Vince a poker 774mila euro e salva l'azienda dalla crisi

Imprenditore in Brianza, primo in un torneo di giocatori professionisti: "Gli affari non andavano bene, ma ora...". Salvo Bonavena ha sconfitto in finale un altro italiano: "...ora volo sulle nuvole"

Cominciamo dalla fine: un italiano ha vinto per la prima volta un torneo internazionale di poker. Portandosi a casa un assegno da 774mila euro, pari a un miliardo e 499 milioni di lire. L’impresa è riuscita nella notte tra sabato e domenica, al casinò di Praga, a Salvatore Bonavena, 45 anni il prossimo 21 gennaio, da Pannaconi, frazione di Cessaniti, provincia di Vibo Valentia, Calabria, Italia. Bonavena, «Salvo» al tavolo verde, non è un professionista. Giuoca a poker tra amici nei circoli autorizzati di Milano o nei casinò di Campione e Lugano, da un paio d’anni. Cioè più o meno da quando il «poker sportivo» - che nasce negli Usa e prolifera del Nord-Europa - ha cominciato a diffondersi bene anche in Italia. Poker sportivo significa che non si gioca a soldi, non c’è azzardo. Bensì si paga un’iscrizione per partecipare a un torneo con una certa dotazione di fiches uguale per tutti. Poi si gioca fino a quando rimane un solo giocatore, il campione. E il poker in questione è il Texas hold’em: due carte in mano e cinque girate sul tavolo, che valgono per tutti: chi ha il gioco più alto vince il piatto. «Sto volando sulle nuvole - dice al Giornale - è un sogno che si avvera». Salvo ha la famiglia in Calabria, ma vive a Monza dove fa l’imprenditore. «Piccole operazioni immobiliari» dice. Ma da sei mesi aveva interrotto l’attività per la crisi e per un paio di affari che non erano andati bene. Provando a vedere se con il poker sportivo si poteva combinare qualcosa di serio. Anche perché i numeri, almeno a sentire i suoi amici di tavolo, non gli mancavano. Aveva anche già vinto un torneo italiano di media importanza l’anno scorso a San Remo. E meno di un mese fa, a Venezia, era arrivato in finale nella Notte del Poker, il primo torneo italiano ripreso interamente da Sky. Ma una tappa dell’Ept (European Poker Tour, il circuito europeo più prestigioso) sembrava una chimera: a Praga gli iscritti erano 570, quota di 5mila euro, Montepremi totale da 2,8 milioni. Non a caso nessun italiano c’era mai riuscito. Non i più noti pro come Luca Pagano, Dario Minieri o Max Pescatori, né gli emergenti come il fortissimo Gino Alacqua, che lo scorso anno ha sfiorato il colpo arrivando secondo, proprio a Praga. Ma forse questo del 2008 era un torneo segnato per il tricolore, visto che Bonavena ha sconfitto in finale un altro italiano, Massimo di Cicco, da Frosinone (che ha vinto 445mila). Segno che il vento del poker mondiale sta girando: dopo 4 anni di dominio incontrastato dei giocatori americani, canadesi e nordici, sembra che i latini ci abbiano preso gusto. E gli italiani in particolare: su 570 giocatori di 40 Paesi, il gruppo più numeroso (80) veniva dal Bel Paese (seguiti da 53 francesi 47 tedeschi, 45 svedesi): in barba alla crisi economica e finanziaria, 80 italiani hanno speso, tra iscrizione, viaggio e soggiorno, 7-8mila euro per giocare a poker 10-12 ore al giorno. A Praga.

D’altra parte il fenomeno poker non è più una sorpresa in Italia, spinto sia dalla legalizzazione del gioco on line, sia dalla crescente copertura televisiva. Italia Uno trasmette Pokermania il lunedì sera, dopo mezzanotte: grandi partite con un’audience sorprendente. Mentre Sky (su Sport 2) oltre a trasmettere tornei e sfide internazionali, ha deciso già da tempo di produrre eventi in proprio (come la «Notte del poker»), tramite 2Bcom., prima società di produzione e distribuzione di format di poker tutta italiana. In altri termini il poker promette di diventare uno dei business più promettenti del 2009 per tutti i protagonisti del mondo dei media: dall’on line, alla tivù; dalla pubblicità alla carta stampata. E Salvo dimostra che tutti possono farcela.