Vince la solita Germania, potente ma distratta

Wanchope mette paura ai panzer con due gol sul filo del fuorigioco

(...) in mezzo al campo, a far dama di compagnia a Pelè, aveva spinto tutti alla giusta gradazione alcolico-calcistica.
I tedeschi hanno celebrato l’inizio del mondiale come da sceneggiatura: gol, divertimento e poca fantasia. Si sono tolti un peso, non si sono negati quel pizzico di sofferenza. Hanno ritrovato il senso delle proporzioni calcistiche e quel goleador che il mondo snobba, ma il Werder Brema coccola: annata buona, lo dicono i numeri. Klose non sarà Ronaldinho e neppur tanti altri che ti dicono tutto con i gol, però spunta quando la fame chiama, quando Klinsmann ha la faccia di un ct sulla graticola, quando Ballack si morde le dita perchè vede che nessuno ha il suo senso della rete. Klose ha messo diciasette minuti per soddisfare il grido di dolore, sbucato dai ricordi di un mondiale fa. Costarica ha fatto la parte dello sparring partner, talvolta impertinente, infilando nel burro difensivo avversario Paulo Cesar Wanchope, menestrello del pallone, giramondo d’Europa passato attraverso i grigiori delle squadre inglesi di seconda mano, approdato al caldo di Spagna dove ha scoperto la noia della panchina e il brutto del razzismo. Esasperazioni che lo hanno spinto da Malaga al Qatar fino al ritorno in patria, nel primo club della sua giovinezza.
Ieri Wanchope è stata l’altra faccia del calcio e di Klose: calcio dei deboli che sa sfruttare le ingenuità dei forti, cannoniere alternativo a questo tedesco venuto dalla Polonia che, senza tirarsela come Ballack, paga i conti a suon di reti. Due gol dei quattro segnati dalla Germania, scardinatore della porta di Costarica nei momenti delicati, quelli che vivono sull’equilibrio di una rete, di un pareggio, di un errore. Klose ha festeggiato per sè e per il suo paese: ieri compiva ventotto anni, la doppietta dice che i gol in nazionale ora sono ventisei, quasi uno per anno. Per tenere in piedi la Panzerdivision dovrà stravolgere i suoi numeri non solo i portieri.
Germania che sa correre, ma non sa difendere, sa segnare perchè quattro reti sono una buona dote: realizzate nei modi più spettacolari. Lahm, dopo cinque minuti, imbrocca il tiro della vita. Voluto o casuale, non si sa. Comunque rete da piede dolce, quale dimostra d’avere nel corso della partita: peccato che in difesa il nostro abbia anche servito l’assist che ha dato il via al pareggio di Wanchope. Klose ha mostrato il meglio del repertorio: opportunismo sul primo gol (Martinez, quello del Brescia, bravo certo, ma a guardare), acrobazia e riflessi pronti sul secondo: quello del 3-1, che ha messo a riposo i sogni di Costarica. Infine il 4-2 di Frings, che aveva iniziato la partita con uno sventolone da lontano, deviato appena sopra la traversa, ed ha chiuso con lo stesso sventolone, stavolta finito in rete.
Nel mezzo tutto un botta e risposta che avrà soddisfatto i gusti di Klinsmann (aveva chiesto un 3-2 che valesse il divertimento), ma qualche brutta notizia sulla tenuta difensiva della squadra. I due armadioni di centro area dai nomi improponibili (Metzelder-Mertesacker) erano sempre ad ante aperte e sventolanti all’aria provocata dai passaggi di Wanchope. Costarica non sarà gran squadra, ma abbastanza furba per capire i difetti avversari e provare a far male. Proprio là, nel centro area dove Gomez e Cedeno infilavano palloni verticali per quel giraffino nero, che lavorava di fino ad inventare gol di qualità. Wanchope ha pescato la rete dell’1-1 e quella del 3-2, giusto per innervosire animi prussiani e risollevare la tensione che, di tanto in tanto, la partita perdeva. Incontro spettacolare per i gol, ma se non fosse stato mondiale avremmo spento la Tv.
Match in cui vederci tutto e niente per i tedeschi. Centrocampo con gente di qualità, ma votata alla quantità: Schneider e Schweinsteiger hanno corso e pizzicato. Ma poi che immagine rimane? Giocatori con poca personalità. Voglia di creare gioco, un solo garante del gol. Klinsmann vuole aggressività e dinamicità. Qualcosa si è visto, ma il resto del mondo ha altra seta da mettere in vetrina. Costarica ha fatto simpatia, allegria, gol belli, eppure non è mai uscito dalla parte del topolino. Pensieri d’inizio mondiale: solo un gigante tra tanti pigmei. E la Germania corre. Dove non si sa.