La Vincenzi diventa sindaco e si schiera subito per l’aborto

Ha già sottoscritto la protesta contro il Galliera dove sarebbero ferme le interruzioni di gravidanza

Ci sono le promesse pre elettorali e quelle post. Quelle che non si fanno perché poi magari i cattolici non ti votano. E quelle che non si fanno perché dei problemi si viene informati solo dopo il risultato elettorale.
Fatto sta, che Marta Vincenzi ha sottoscritto la richiesta-denuncia-promessa dell'Aied Genova a cui hanno aderito diverse associazioni femminili, coordinamento donne Cgil compresa. E lo ha fatto martedì, anche se le spiegazioni sulla denuncia in merito «alla situazione allarmante per la salute femminile» sono state esposte presso il consultorio Aied di via Cesarea soltanto ieri.
Così, a meno di 48 ore dalla sua elezione e con il risultato elettorale per la Provincia ancora pendente, su Marta, quella che era una Super macchina da voti, e da domenica ritroviamo in formato Mini, si è scagliata una bufera. La prima per colei che doveva essere la sindaco di tutti.
«Abbiamo inoltrato la richiesta di sottoscrizioni la scorsa settimana - giustifica Mercedes Bo, presidente Aied - ma Marta ha letto il nostro comunicato martedì». Una volta letta la proposta e una volta sindaco, MiniMarta però non ci ha pensato due volte e si è subito detta favorevole alle proposte di chi chiede vengano presi provvedimenti per l'ospedale Galliera «che da alcuni mesi ha smesso di effettuare le interruzioni di gravidanza». E ha controfirmato pure che «nonostante le promesse dell'assessorato Regionale alla Sanità (e l'assessore è il suo compagno di partito Claudio Montaldo), la pillola Ru 486 non viene ancora utilizzata in Liguria mentre in altre regioni l'aborto farmacologico è da tempo una realtà». E proprio ieri, l'assessore regionale ha battuto un colpo, unendosi al coro di chi ha attaccato il Galliera: «La legge prevede che ciascuna delle strutture ospedaliere esistenti garantisca la possibilità dell'interruzione di gravidanza, nel caso in cui tutti i medici fossero obiettori deve sussistere un accordo con altre strutture e questo è quanto avvenuto tra l'ospedale Galliera e l'Ospedale Evangelico. Oggi - prosegue Montaldo - a seguito della costituzione del dipartimento chirurgico interaziendale avviato dai due ospedali, il Galliera ha ritenuto di riorganizzare le interruzioni di gravidanza presso l'ospedale Evangelico, in quanto attività di day surgery, ma nonostante questo ci deve essere una presa in carico dell'ospedale a cui la donna si rivolge».
Solo che, su quanto detto, al Galliera non sono affatto d'accordo. Anzi, la direzione sanitaria dell'ente smentisce in maniera decisa: «L'attività di accoglienza alle richieste di interruzione di gravidanza non è mai stata interrotta». E ancora: «Se all'Evangelico viene effettuata l'attività chirurgica di interruzione di gravidanza, ciò non significa che l'accoglienza sia stata interrotta al Galliera, ma che è stata migliorata con un percorso che può iniziare sia al Galliera sia all'Evangelico, secondo protocolli condivisi fra i due enti dal dicembre 2006».
Ma al primo colpo di dritto non è tardato ad arrivarne uno di rovescio. Ed è la risposta del Movimento per la Vita che non solo ha espresso solidarietà al Galliera ma ha fortemente attaccato tutte quelle donne, tra cui Marta Vincenzi, che «invocano il rispetto della laicità dello Stato, quando non hanno ancora voluto accettare la paradossale verità che contro l'aborto non si schiera solo la religione cattolica ma anche la più laica scienza».