Vincenzi e Burlando all’ingrasso per la pace

Pasta e cappon magro. C’è da dare atto a Marta Vincenzi e Claudio Burlando che hanno una varietà di menù almeno pari a quella dei motivi per litigare. «No, no, macché litigata, macché cena pacificatrice - frena il governatore -. Non ce n’era bisogno. Sì, ci siamo visti a cena, ma ormai ne facciamo tante». Appunto. Addio linea pur di tenere fede alla calma apparente. Già ieri in mattinata la sindaca si era sentita in dovere di smentire possibili attriti con la Regione. Era solo un caso se lei e Renzo Piano il giorno prima avevano sbertucciato l’idea di piazza De Ferrari di far girare le pale (a vento) sulla diga foranea. «Mi piacerebbe - ha detto Vincenzi - che un’importante iniziativa non si perdesse in polemiche tra comitati contro e a favore. Serve un progetto nel segno della qualità e della sostenibilità ambientale ma c’è da tenere conto della funzionalità del porto. Non ce l’avevo con Burlando, ce l’avevo con l’Enel».
Insomma è una guerra contro i mulini a vento. Morti e feriti non ce ne sono. Quelli sono materia da ospedali. Appunto, seconda portata, di contorno al cappon magro. «Anche qui non c’è bisogno di chiarimenti - insiste Burlando -. Ho detto e lo ribadisco che il consiglio regionale ha approvato un piano con 5 nuovi ospedali o interventi di ampliamento. A Genova si parla dell’ospedale del ponente, del nuovo Galliera e del nuovo San Martino». Infatti la Vincenzi parla di quattro ospedali solo a Genova. «Ma no - ribatte ancora Burlando -. Comunque l’ho detto ai Comuni: ditemi entro luglio quale volete far partire prima. Non posso certo ridurmi agli ultimi sei mesi. Sull’ospedale del ponente la palla passa a Tursi: se vuole farlo su un’area già disponibile si può partire subito, sennò dovrà andare al prossimo giro». Come dire: se si vuole Multedo, gli chef dovranno inventare nuovi menù.