Vincenzi fa già guerra a Burlando

Caos nell’Unione: tramonta la lista della sinistra radicale e ne nasce una dei moderati

Lo vanno ripetendo tutti da mesi, che l’opinione è trasversale agli schieramenti: «Se diventerà sindaco, Marta Vincenzi punterà subito i cannoni di Tursi sulla Regione di Claudio Burlando». Lei non ha aspettato di conoscere l’esito delle elezioni. Ieri, il giorno dopo l’incontro fra il ministro delle Infrastrutture e il presidente della Regione, durante il quale Antonio Di Pietro ha gelato per l’ennesima volta la Liguria sul Terzo Valico con un: «No all’intervento dei privati, si fa la gara pubblica ma non prima del 2009», SuperMarta ha detto subito la sua, o meglio, la sua e quella che il governatore invece non ha detto. Tono acido e pignolo: «Certamente, se lo Stato potesse essere artefice di tale infrastruttura sarebbe meglio, vista l’importanza strategica della stessa. Tuttavia, in assenza di finanziamenti, è del tutto normale che si possa ricorrere a forme di partenariato pubblico-privato, strumento già ampiamente utilizzato per incentivare e sveltire la realizzazione delle reti transeuropee e previsto dal progetto di modifica del regolamento finanziario per la concessione di aiuti comunitari, attualmente all'esame del Parlamento Europeo. Che ciò avvenga attraverso gare trasparenti per consentire al miglior progetto di vincere è quanto mai auspicabile per un Paese che voglia essere veramente europeo». E poi, tono perentorio e sfida alla Regione: «L’opera dovrà comunque essere avviata al più presto. Il Comune saprà spiegare bene al ministro dell’Economia e alla Bei l’importanza per il Paese e per l’Europa di una rapida realizzazione del III Valico».
Bei tempi quelli di Giuseppe Pericu. E infatti non è un caso che il sindaco uscente abbia dichiarato il proprio disimpegno dalla campagna elettorale per Vincenzi, declinando ogni possibile invito a fare da capolista dell’Ulivo, avvertendola del rischio di perdere contro Enrico Musso, «il candidato del centrodestra è un rivale temibile» e paventando «il rischio di far crescere nuovamente i condizionamenti dei partiti sulla giunta a scapito dell’efficienza».
Ieri è successo di tutto. Le dichiarazioni di Pericu non sono piaciute all’ala più radicale dell’Unione. «Il sindaco Pericu è quattro anni che fa cazzate, ora le dice anche» ha commentato con il consueto stile Marco Nesci il capogruppo di Rifondazione. E poi: «Pericu si lamenta dei partiti, ma lui chi lo ha eletto, lo Spirito Santo?». Feroce anche Tirreno Bianchi il capogruppo dei Comunisti italiani, che fa riferimento all’appoggio che, alle primarie, Pericu ha dato a Stefano Zara: «Perdere fa male, lo so per esperienza diretta, ma Pericu deve aver perso pure il senso della politica. Dice che i partiti assediano gli enti. Ma per favore, in questi anni i consigli d’amministrazione erano retti da persone da lui designate». Quanto a Musso: «A dire del sindaco sarà un bravo amministratore. L’importante, dunque, è che non vinca il candidato della sinistra scelto dal popolo delle primarie?».
In verità, spiegano i moderati dell’Unione, l’importante è spostare il baricentro dell’eventuale futura giunta dalla sinistra al centro. Per questo si profila l’ipotesi, tanto per dire, di una lista di Gente della Liguria, quella di G.B. Pittaluga che già alle regionali sostenne Burlando cercando di arginare l’ala più radicale. Un’operazione sulla quale potrebbe convergere gli «zaristi» e quella parte di riformisti di Ds e Margherita scontenti dalla vittoria di Vincenzi alle primarie. Caos anche fra Prc, Pdci e Unione a sinistra dove, dopo lo scarso risultato ottenuto da Edoardo Sanguineti, tramonta sul nascere l’ipotesi di una lista unitaria e si (ri)apre lo scontro interno a Rifondazione fra il segretario regionale Giacomo Conti e quello provinciale Bruno Pastorino.