Vincenzi: «Nomadi a numero chiuso»

Una pattuglia di polizia municipale giorno e notte con l'ordine di essere inflessibili. Cartelli di divieto di sosta installati ovunque. Dissuasori di altezza che consentono di entrare soltanto alle vetture.
Dopo le numerose denunce dei cittadini e l'appello del Giornale Palazzo Tursi finalmente ha deciso di prendere provvedimenti contro le roulotte abusive dei nomadi nel piazzale antistante lo stadio di Marassi. La piastra sul Bisagno sarà sorvegliata dai cantunè e tutti i camper saranno fatti sloggiare. Quelli in arrivo saranno mandati via. Parola di Marta Vincenzi e di Francesco Scidone, responsabile della Sicurezza. Tolleranza zero, in sostanza, con i nomadi che fanno i furbetti. Politica di accoglienza, invece, per i trecento rom rumeni che il sindaco ha definito un'etnia a parte. Tuttavia come e soprattutto dove collocare il grosso gruppo di rom, Marta Vincenzi non lo sa ancora e rinvia di alcuni giorni la soluzione del problema, considerato che non tutte le circoscrizioni vogliono ospitare il campo con le roulotte dei nomadi rumeni.
«Il problema nomadi - spiega il sindaco - è stato al centro dell'attenzione della riunione della giunta comunale. Occorre studiare tutti insieme, assessori e municipalità, la soluzione giusta. Mi rifiuto di dire che Genova non è in grado di accogliere trecento rom. Occorre prima censire tutti i nomadi, che calcoliamo siano intorno al migliaio nel capoluogo ligure. Poi occorre distinguere fra rom rumeni, sinti italiani e slavi e anche capire quanti sono quei poveretti che vivono di espedienti e che dormono sotto ai ponti o nelle roulotte ed edifici abbandonati. C'è anche chi fa il furbetto, e sono molti quelli che girano in mercedes e che quindi devono sloggiare laddove siano in una situazione di illegalità. Bisogna invece aiutare gli altri che ne hanno bisogno».
Il dossier del Comune sarà presentato martedì 11 settembre alla riunione del patto della sicurezza, il tavolo con prefetto e questore, per poi puntare insieme a risolvere la situazione che nei giorni scorsi ha portato alle lamentele dei cittadini.
«I nomadi sono aumentati - ha spiegato Scidone - ma a Genova ci sono differenti realtà, dagli slavi agli italiani ai rom rumeni che occorre tutelare insegnando loro a rispettare la popolazione genovese. Perciò entro alcune settimane abbiamo deciso di promuovere un incontro, anche col sindaco Vincenzi, fra i rappresentanti del Comune, mediatori culturali, responsabili di polizia municipale e le famiglie dei rom. Non vogliamo rinunciare all'accoglienza, ma allo stesso tempo chi non è in regola deve andarsene come per piazzale Marassi, ma anche per le aree di Prà e Voltri».
Marta Vincenzi ha inoltre detto che non è prevista, nonostante l'aumento del numero dei nomadi, la realizzazione di altri campi di accoglienza a Genova. I trecento rom rumeni non devono tuttavia aumentare oltre e non dovrebbero essere stanziali. Sulla polemica degli alloggi comunali affittati ai nomadi il sindaco ha spiegato che circa metà delle 25 famiglie non è in regola con il pagamento del canone agevolato di locazione.
«Chi non paga - ha detto Vincenzi - deve andarsene e lasciare liberi gli alloggi. Considerata la situazione di indigenza saremo comprensivi, ma alla fine dovranno mettersi in regola. Sulla questione dei lavavetri, invece, sono del parere che a Genova non si è arrivati al punto di guardia».