La Vincenzi non c’è, i pensionati la mollano

(...) e immediato il ritorno nella Casa delle Libertà. Decisione inequivocabile, tanto che, scatenando l'ira di alcuni esponenti genovesi del partito, il segretario nazionale aveva garantito pieno sostegno ai candidati del centrodestra Enrico Musso e Renata Oliveri.
Ora però, a ripensarci, sono gli altri: quei pensionati guidati da Giacomo Bertone che, proprio per dare sostegno a Marta Vincenzi, si erano resi protagonisti della dolorosa scissione con il partito di Fattuzzo. Così, lo scorso 28 febbraio, si è costituita la Federazione Pensionati, in seguito a un accordo tra diverse associazioni moderate che ruotavano nell'orbita del partito dei Pensionati. Pure loro però, da ieri, non sono più convinti degli alleati con cui fare campagna elettorale fianco a fianco. Anche perché, al loro fianco, ieri allo Starhotel, non si è presentato nessuno.
«E come posso fare una dichiarazione di alleanza se qui mancano gli alleati?» ha pubblicamente domandato Bertone alla platea di simpatizzanti del neo partito. «Io ho invitato tutti e nessuno si è degnato di presentarsi» ha tuonato Bertone, che ha aggiunto: «Perché mai dovremmo scegliere di correre per il centrosinistra se questa è l'attenzione che hanno nei nostri confronti?». Le ferite ancora bruciano e Bertone ha ricordato come in passato ci sia stata da entrambi gli schieramenti scarsa considerazione dei pensionati (con la “p” rigorosamente minuscola, ndr) alla fine di ogni campagna elettorale, nonostante il partito dei Pensionati spesso sia stato determinante.
Solo che, questa volta, la dimenticanza dei pensionati, anzi, della Federazione Pensionati che a Genova appoggiava il centrosinistra, è avvenuta perfino nel pieno della campagna elettorale. «Non dico che da domani passeremo al centrodestra - chiarisce Bertone - ma semplicemente che potremmo scegliere una strada diversa da quella annunciata». Chiaro. Chiarissimo, ma non abbastanza per Bertone che ribadisce: «Noi oggi dichiariamo che non abbiamo ancora siglato alcuna alleanza e che ci attendiamo, come minimo, un incontro chiarificatore con Marta Vincenzi, perché io il servo sciocco non l'ho mai fatto per nessuno».
E visto che l'atmosfera non era sufficientemente riscaldata, ad accendere la miccia definitiva ci ha pensato Edwin Palombo, in passato parlamentare del Pci, oggi responsabile per la Regione Campania della nuova Federazione dei Pensionati: «Io, di Marta Vincenzi, dei Ds e di questa politica non mi fido affatto». Punto. E naturale conseguente polemica.
Angela Burlando, delegata alla Sicurezza per il Comune di Genova, diessina e unica esponente del centrosinistra presente alla presentazione dei candidati Fp, tenta di ricucire lo strappo: «Marta avrebbe voluto esserci, ma questa mattina (ieri ndr), il congresso dei Ds è iniziato con molto ritardo e in città ci sono alcuni problemi che le hanno impedito di raggiungerci».
Bertone intanto tende le braccia verso i Pensionati italiani di Riccardo Ferrari, questi ultimi intenzionati a candidarsi in maniera indipendente, per un possibile accordo, al momento solo in Provincia. «A Rapallo invece - aggiunge Bertone - candideremo in maniera autonoma Lorenzo Gabello, perché li, un partito della sinistra ha messo il veto al nostro appoggio».
A Genova quindi la situazione rimane sospesa. «Un matrimonio per procura non lo posso fare - spiega Bertone -. Noi avevamo scelto Marta anche perché ci aveva promesso di istituire un assessorato, o una delega per la terza età, il benessere e la sicurezza che noi ritenevamo molto importanti, ma se le promesse non verranno mantenute è bene che si ricordino che siamo uomini liberi e critici».