La Vincenzi «stona» mentre le canta a Genova

(...) l'anno della «responsabilità collettiva», come lo ha definito Marta Vincenzi, ospite, poco dopo le 22, della lunga diretta di Primocanale. «La città deve fare un salto in avanti - ha detto - Come tutte le grandi città italiane ha molte potenzialità ed è in una posizione in cui può spiccare il volo, se lo sceglie con responsabilità». Continua anche nell'anno nuovo la politica degli annunci. Il sindaco chiede una città più responsabile. E la risposta sta nel tappeto di bottiglie e cocci lasciate per strada dai cittadini genovesi. A dispetto di molte piazze vuote (eppure le stime del Comune parlano di 150mila in strada), il capodanno ha lasciato dietro di sé una lunga scia di rumenta di vario genere.
Novantacinque tonnellate di rifiuti raccolti, contro le trenta di un qualsiasi giorno festivo. Gli operatori Amiu (che ne ha schierati 20 durante la notte di San Silvestro, settanta tra le sei del mattino e mezzogiorno del giorno successivo, più altri 20 nel corso del pomeriggio più una squadra di Aster) hanno recuperato 20 tonnellate solo di vetro, circa 70mila bottiglie delle quali più di trentamila rotte. Numeri che si riferiscono alla raccolta effettuata per le strade e le piazze della festa, per terra. Eccola qui, la Genova responsabile. Mentre le numerose campane per la raccolta del vetro disseminate per l'occasione da Amiu sono rimaste vuote, inutilizzate. Una, quella di piazza della Raibetta, accanto a palazzo San Giorgio, è servita come base per il lancio dei petardi. Esperienza dalla quale non è uscita illesa. Il grosso dei festeggiamenti si è concentrato nel quadrato compreso tra piazza Caricamento e l'area Porto Antico, complice il doppio concerto Ruggeri - Nannini. Triplo, se ci si aggiunge la performance canora della Vincenzi, che dal palco sul mare non ha mancato di urlare alla sua città un «Siete bellissimi».
Con il passare delle ore, nel resto della città vecchia tutto tranquillo. Forse pure troppo. Qualche centinaio di persone in piazza De Ferrari. Piazza Matteotti, con tanto di teleschermo, quasi deserta, così come via San Lorenzo e i vicoli e vicoletti attigui a piazza delle Erbe, capitale della movida genovese. Bar semivuoti, consumazioni ridotte al minimo. Nel complesso il capodanno delude, o meglio, non emoziona, non coinvolge (niente a che vedere con le presenze dell'ultima Notte Bianca), nonostante fosse inserito nel ciclo di incontri ed eventi atti a rilanciare la città. Un fallimento confermato anche dal fatto che già alle tre della mattina del primo gennaio i camioncini di Amiu fossero pronti a pulire piazza De Ferrari, solitamente il cuore delle feste genovesi. Qualche riserva è stata avanzata da parte dei vigili urbani che ritenevano che fosse ancora troppo presto per iniziare le operazioni di pulizia con i mezzi degli operatori ecologici. Tanto per restare in tema di «responsabilità collettiva».
Ancora troppo presto per dire se Genova riuscirà a volteggiare o meno in questo 2008, come ha augurato Marta Vincenzi, ricordando quanto sia indispensabile un impegno condiviso da tutti. Ma, intanto, un bel volo - giù dal palco - ha rischiato di farlo per prima lei, la sindaco. Quando, terminata la cantatina sulle note di «Ragazzo dell'Europa», prima di riuscire a scappare dalle luci dei riflettori, è stata vittima di un travolgente abbraccio di Gianna Nannini, che l'ha sollevata in aria. E lei, «ragazza» d'Europa senza i piedi per terra, sgambettava, in cerca di un appoggio sicuro.
Bilanci tutto sommato positivi anche per il capodanno di Savona e Spezia: qui però la decisione prima in Italia e tanto imitata del sindaco Massimo Federici di proibire i botti nelle piazze cittadine ha fatto flop come un petardo fasullo. In città migliaia le persone che in piazza o dai balconi hanno festeggiato sparando botti a destra e a manca.