Per vincere ancora Ricci arruola Ficarra e Picone

Ferruccio Gattuso

da Milano

La grande rivincita continua. Il sopracciglio corvino di Antonio Ricci si alza e si abbassa soddisfatto e mefistofelico in quel territorio brizzolato che è la sua faccia: Striscia la notizia, dopo le esitazioni della scorsa stagione, è tornato a marciare deciso nel palinsesto, la diagnosi del padre del tg satirico per eccellenza era stata precisa, la cura individuata con acume, l'operazione eseguita, su suo consiglio, con precisione chirurgica. Se ci fosse un Nobel dello share, Antonio Ricci dovrebbe andare a ritiralo a Stoccolma: per ora ci sono i Telegatti e va benissimo così. Striscia non teme più Pupo e i suoi pacchi («il gioco più taroccato del mondo», come da verbo ricciano), Italia 1 non piazza più il telefilm dai biechi propositi («il nostro vero rivale», disse allora, e conferma oggi, Ricci) ma quel Mercante in Fiera che, per categoria e fascia oraria, merita di incrociare i guantoni con Affari tuoi. E lui, l'inventore del «tg più autorevole d'Italia», era talmente deciso a riprendersi la scena, da piazzare ai lati di Greggio e partner cangiante due veline «mostruose», di quelle che non definiresti certo acqua e sapone. «Con Melissa e Thais volevo fare il gioco duro - ammette Ricci -. Basta con le ragazze della porta accanto: ho calato due ragazze già, come dire, determinate. Ecco, questo è il termine giusto: determinate. Due ragazze che potessero non restare bruciate, per capirci, dal sole della Hunziker». E chi ha orecchie per intendere intenda il giusto, e cioè sventole dalle misure e dal potere evocativo più «hard». Difatti, Melissa Satta (la bruna) e Thais Souz Wiggers (la bionda) restano al loro posto (con doccia sexy incorporata) anche nella nuova versione di Striscia che, da lunedì prossimo, vedrà al desk del tg la coppia comica Ficarra e Picone. Un ritorno, per i due siculi della banda Zelig: la coppia dalla pronuncia con la coppola si era già cimentata, come prova del nove, nell'aprile dell'anno scorso per una sola settimana. «Per noi - rivela candido Picone - essere protagonisti di Striscia è una conquista: siamo cresciuti guardandola. Siamo alla guida di una macchina perfetta, che va da sola». Il quinto e ultimo cambio della stagione - dopo l'abbinata di Ezio Greggio con Franco Neri (due volte), Enzo Iacchetti e Michelle Hunziker - soddisfa appieno Antonio Ricci, che si coccola i due comici siciliani: la «migliore trasmissione dell'anno» (Telegatto dixit) finisce nelle mani di due facce perfette per la pugna: «Loro sanno prendersi in giro - spiega Ricci - e conoscono perfettamente il senso della trasmissione. La satira resta la grande battaglia. Di questi tempi ci si mette la par condicio, che impone alla satira la regola innaturale del bilancino. I politici sperano sempre che un comico li pizzichi per poi alzare la voce e farsi pubblicità, sono lì che aspettano. La campagna elettorale? Ridicola, a partire dal tormentone Luxuria: ma se il vero travestito della politica italiana, da trent'anni, è Bruno Vespa!». E a proposito di satira, il papà di Striscia, pare strano, ma non ha voluto vedersi in anteprima Il Caimano morettiano: «Lo andrò a vedere - dice -. Comunque, ognuno faccia il film che vuole, non ci sarebbe nemmeno da discutere su questo». Piuttosto, un timore «politico» il Ricci ce l'ha: «Il giustizialismo nella comicità. Recentemente la Cassazione ha deciso che la satira si può fare se ha fini educativi. E chi decide? Io mi sono ritrovato in Cassazione un tubero di magistrato che sosteneva che ciò che dicevo non faceva ridere. Temo questi nazisti che vogliono entrarti nel cervello e decidere cosa fa ridere o meno».