Vincere con le quote che scendono

Indovinare la direzione delle quote è di solito più profittevole rispetto al pronostico sul risultato. Il metodo più usato è prendere posizione lontano dall’evento, su un club popolare, per poi «coprirsi» non appena le quote vengono adeguate ai volumi di gioco. Esempio: puntare oggi 100 euro sull’Inter a 1,35 sul Palermo, sapendo già che in assenza di grandi notizie la massa non professionale degli scommettitori preferirà i nerazzurri abbassando la quota forse fino anche a 1,30. Vivendo a Londra basterebbe entrare in un sito di exchange e bancare i 100 euro della vittoria Inter a 1,30 (utile di 5 in caso di vittoria, zero con pari o sconfitta), mentre in Italia bisogna sperare che l’adeguamento verso l’alto di pareggio e sconfitta permetta la scommessa sicura: inutile dire che quasi mai questo avviene. Una derivazione applicabile dello schema è seguire il movimento dei giocatori di grande taglia, senza prese di posizione anticipate. Se una quota si abbassa in poche ore nell’ordine del 25% non siamo di fronte al solito allibraggio graduale ma a grossi volumi che si muovono in base a notizie riservate (non necessariamente «tarocchi»). Quindi anche se la quota sembra bassa seguire il gioco non è una brutta idea, soprattutto è applicabile legalmente in Italia. Va detto poi che i grandi scommettitori non frequentano di certo i siti più conosciuti, né tantomeno le agenzie «fisiche», però aggregando spesso il gioco di quelli piccoli influenzano anche il gioco dei circuiti legali.
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