«Per vincere serve il sorriso»

Giovanni Porcella

Il primo allenamento di Giovanni Vavassori scivola via sotto la pioggia di Ronco Scrivia con lo stesso ambiente che si respira in una stazione qualsiasi. Gente che va e gente che viene. Via Lanzaro e Brevi, De Ascentiis in un attimo è andato al Livorno, Tosto assente, Milito e Stellone presenti, ma con le valigie in mano e una sensazione diffusa di grande precarietà. Da segnalare anche dei ritorni come quello di Gazzoli e Della Morte, mentre ricompai. Ha chiesto sorrisi ed entusiasmo Vavassori quando in mattinata a Villa Rostan si è trovato di fronte un centinaio di tifosi e decine di giornalisti, fotografi e cameramen per la sua presentazione e da tecnico esperto non poteva che iniziare con questa richiesta: «Quando uno cade deve subito fare in modo di rialzarsi per ripartire. Ho accettato di allenare il Genoa perché credo che questo club faccia parte di un gruppo ristretto di squadre che non hanno categoria. Vale il nome. Ma la serie C è durissima. Io l’ho affrontata da giocatore con l’Atalanta e vincemmo il nostro girone perché lo affrontammo con umiltà». Lui, 54 anni prova a scuotere l’ambiente, ma non puo’ che fare poche promesse: «L’importante è iniziare, ma teniamo conto delle grandi difficoltà in cui iniziamo a lavorare. Cerchiamo di mettere in piedi un gruppo e lavoriamo, c’è da tirarsi su le maniche». Come rinforzo circola il nome di Riganò della Fiorentina un vecchio pallino di Enrico Preziosi, ma è troppo fresca la botta sul Genoa per tracciare subito l’identikit della nuova rosa. Minetti a parte, non ci prova il vicepresidente Gianni Blondet a parlare di mercato, non ci prova neppure il neo direttore sportivo Mariano Fabiani: «Posso dirvi che non ci sarà collasso economico. Preziosi continua per la sua strada e vuole allestire una formazione competitiva. Certo, abbiamo il problema della fidejussione considerato che attualmente il nostro monte ingaggio è elevato. Proporremo ai calciatori che vorranno restare con noi di spalmare i loro stipendi in piu’ anni. Vedremo».
La scelta di Vavassori? «Convinta. Abbiamo pensato che fosse il tecnico giusto per iniziare un discorso importante. Lui ha dimostrato valore con i giovani, ma anche con calciatori piu’ esperti. Gli auguriamo un buon lavoro. Abbiamo bisogno tutti di tornare a parlare di calcio giocato» Intanto buone notizie dalla tifoseria: gli abbonamenti sono saliti a 14.267