Il vincitore si ritira ma solo per preparare il nuovo governo

Parigi - Il mistero non è durato nemmeno ventiquattro ore. Cercava pace e riservatezza Nicolas Sarkozy. Ieri mattina è uscito con passo spedito dall'albergo parigino dove ha trascorso la notte elettorale. Con lui la moglie e Louis, il figlio più piccolo. Tutti in abbigliamento casual. Il neopresidente di Francia indossava jeans azzurri e una camicia bianca con il colletto sbottonato sotto un blazer blu. Il volto tiratissimo, ai giornalisti non ha rivolto la parola. Tutto voleva che sapessero, fuorché il luogo di quello che in realtà non è una vacanza, ma un vero e proprio ritiro «per rinfrancare lo spirito - come ha spiegato nei giorni scorsi - e immedesimarsi nella nuova funzione presidenziale». I suoi collaboratori hanno fatto di tutto per depistare i cronisti: è in Corsica, no sulle Alpi, no nel Midi. Ce l'avevano quasi fatta. Non potevano pensare che a tradire il desiderio di riservatezza di Sarkò sarebbe stata una televisione straniera.
Alle otto di sera, la Tv di Malta ha annunciato che il successore di Chirac è atterrato sull'isola a metà pomeriggio a bordo di un aereo privato e si è imbarcato su uno yacht. In crociera, dunque, e lontano dalla Francia, per staccare davvero.
Ma a quanto pare non rimarrà a lungo per mare. Tra due o tre giorni riprenderà l'aereo e partirà per un'altra località, anche questa segreta, dove troverà ad attenderlo gli uomini che hanno fatto con lui la campagna elettorale e che ora si apprestano ad assumere incarichi di rilievo nel governo: François Fillon, che diventerà primo ministro, Jean-Louis Borloo, i portavoce Rachida Dati e Xavier Bertrand, gli strateghi della comunicazione Claude Guéant e François de la Brosse. Metteranno mano alla lista dei ministri e prepareranno le prime mosse presidenziali.
Di certo Sarkozy non si farà vedere a Parigi prima del 16 maggio, giorno dell'insediamento, anche per riguardo nei confronti di Chirac, che potrà così assaporare da protagonista gli ultimi momenti all'Eliseo; oggi presiederà le celebrazioni della fine della Seconda guerra mondiale, sabato sarà in tribuna allo stadio per la finale di Coppa di Francia di rugby.
Nicolas ha già in mente un calendario di riforme. Il nuovo esecutivo entrerà in carica entro il 20 maggio; poi, se i francesi alle legislative di metà giugno ridaranno la maggioranza al centrodestra (com'è molto probabile), inizierà ad applicare il programma elettorale.
La priorità verrà data fin da subito alle riforme economiche per introdurre il servizio minimo garantito durante i giorni di sciopero e, soprattutto, per slegare i lavoratori dal vincolo delle 35 ore, permettendo a chi vuole di fare straordinari che saranno esentasse e sgravati dagli oneri fiscali.
In settembre verranno convocate quattro conferenze con i partner sociali su flessibilità del lavoro, uguaglianza salariale uomo-donna, miglioramento delle condizioni di lavoro, rappresentanze sindacali. All’inizio di ottobre il nuovo presidente darà il via alla prima finanziaria.
Nel frattempo, Sarkozy presterà molta attenzione alla politica estera. Domenica sera ha ricevuto la telefonata di Bush, ieri ha parlato con il cancelliere tedesco Angela Merkel, e proprio in Germania, a Heiligendamm, debutterà sulla grande scena internazionale, partecipando alla riunione annuale del G8, in programma dal 6 all'8 giugno. Il mondo scoprirà una Francia senza Chirac, una Francia finalmente più pragmatica.